Tra il 2004 e il 2006 la Procura di Napoli indagò su un sistema di influenza arbitrale che coinvolgeva dirigenti di club, designatori arbitrali e membri dell’AIA.
Le intercettazioni telefoniche rivelarono:
- conversazioni tra Luciano Moggi e i designatori Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto
- richieste di arbitri “graditi” o “meno graditi”
- pressioni sul sistema di designazione
- relazioni ritenute “anomale” tra dirigenti, arbitri e guardalinee
L’ipotesi non era la corruzione diretta degli arbitri, ma il condizionamento sistemico dei sorteggi e del clima arbitrale.
Il reato sportivo contestato fu: illecito sportivo per alterazione del regolare svolgimento del campionato.
Le principali società finite sotto procedimento sportivo furono:
- Juventus I dirigenti Moggi e Giraudo ritenuti vertici del sistema.
● Lazio Coinvolti dirigenti come Lotito e Mezzaroma.
● Fiorentina I Della Valle accusati di pressioni per arbitri favorevoli.
● Milan Contestato un ruolo “minore” tramite Meani nei rapporti con alcuni assistenti arbitrali.
Calciopoli fu il più grande scandalo sportivo italiano, con pene immediatamente dure e giuste per i dirigenti delle varie squadre, ma prive di fondamento per quanto riguarda le squadre stesse intese come club (escludendo i tesserati che ne facevano parte) , la più folle la retrocessione della Juventus individuata come “capro espiatorio”.
La sentenza cambiò per sempre il calcio italiano in meglio. Dopo Calciopoli:
- designazioni arbitri totalmente informatiche
- separazione netta tra FIGC, AIA e club
- maggiore controllo sugli arbitri
- riforma giustizia sportiva (CONI 2014)
- nuovo Codice FIGC 2019
- introduzione VAR (dal 2017) per limitare pressioni
Aleo Christian
Nel maggio 2006 uno scandalo chiamato Calciopoli ha travolto il calcio italiano coinvolgendo varie società calcistiche , Federcalcio Italiana e Associazione Italiana Arbitri stravolgendo i risultati con conseguenze dal punto di vista sportivo e giudiziario.
Diversi erano stati gli accordi tra le società causando falsità in gran parte delle partite giocate ovviamente coinvolgendo anche l’Aia (Federazione italiana Arbitri).
Un fatto incredibile che porta a parlare di sé in tutto il mondo e dando logicamente una brutta immagine sportiva all’Italia. In quel momento si ritirarono dall incarico vari dirigenti di diverse squadre , arbitri ma anche il presidente dell’Aia Tullio Lanese e il presidente della Lega Calcio Adriano Galliani.
Le indagini del procuratore federale Stefano Palazzi si conclusero alla fine di giugno 2006.
Il processo sportivo di primo grado permise di stilare una classifica definitiva della Serie A 2005-2006, al netto delle penalizzazioni inflitte a Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio, utilizzata per determinare i club italiani qualificati alla UEFA Champions League 2006-2007 ed alla Coppa UEFA 2006-2007. Sulla base di questa classifica, il 26 luglio 2006 la FIGC emetteva un comunicato stampa in cui riconosceva all’Inter, prima classificata dopo le sanzioni inflitte a Juventus e Milan, il titolo di Campione d’Italia 2005-2006.
La sentenza cancellò due scudetti conquistati dalla Juventus (2004-05 e 05/06) e sancì la retrocessione in serie B della squadra bianconera.
Furono disposte anche penalizzazioni pesanti per Lazio, Milan e Fiorentina.
È un fatto a mio parere utilizzato per ottenere interessi da parte di quelle squadre che hanno fatto parte a questo scandalo. Non credo assolutamente sia un processo alimentato per fare pulizia nel mondo del calcio italiano , il monte degli interessi era troppo ampio e vasto per non far credere che il motivo sia stato veramente questo.
Cene segrete , intercettazioni e patti politici , c’era di tutto in mezzo a questo enorme fallimento del nostro calcio.
Penso in conclusione che tutti noi che leggiamo i fatti accaduti siamo dalla parte di chi ha preso posizione e adottato le giuste misure di penalizzazione a chi le meritava.
Sono fatti osceni che vanno a imbrattare questo sport ma non solo, si va a creare una brutta immagine sulla nostra nazione così come successo proprio in questo caso.
Sappiamo bene che dove gira tanto profitto ci saranno tanti problemi ma c’è anche tanta differenza tra l’essere furbastro e furbo.
Jacopo Bruno