MODULO TATTICI: 4-3-2-1 Albero di Natale

Questo modulo di gioco prevede lo schieramento di 4 difensori, 3 centrocampisti davanti alla linea di difesa, 2 trequartisti a sostegno dell’unico centravanti. 

Chiamato anche “albero di Natale” per via della disposizione, dello schieramento tattico iniziale che ricorda un po’ la forma di un abete. 

Composto da un centravanti solitamente strutturato e forte fisicamente, abile nel gioco aereo e nel lavoro spalle alla porta, seguito da due trequartisti dotati tecnicamente, capaci sia di controllare il gioco che di rompere le linee avversarie, abili a tu per tu con la porta e eleganti e fantasiosi all’occorrenza, classico ruolo da numeri 10. Il resto della linea di centrocampo prevede lo schieramento di 3 centrocampisti, di cui due mezz’ali di quantità e qualità, abili nel gioco box to box e instancabili nella fase offensivo-difensiva a tutto campo, al centro il più classico dei playmaker, o come a noi in Italia piacere chiamarlo, il classico mediano dai piedi buoni, imposta l’azione, bravo nei lanci da 40 metri, pendolino tra difesa e attacco e giocatore che addormenta il gioco in fase di vantaggio e possesso. In difesa invece abbiamo un classico schieramento di una difesa a 4, due centrali e due terzini dove è richiesto un lavoro più incentrato sulla sovrapposizione e inserimenti che possano farli arrivare sul fondo e mettere dentro cross per l’attaccante, ma allo stesso tempo grande forza di ripiego e buone capacità difensive per contenere le offensive avversarie, questi 4 difensori spesso in linea si posizionano a difesa della porta dove tra i pali troviamo il portiere. 

Sin dai primi nefasti di questo gioco meraviglioso che è il calcio, questo modulo è stato presente negli scacchieri tattici di diversi allenatori, chiaramente subendo diverse modifiche e diverse caratteristiche tra svariati giocatori, ma è ben ricordato soprattutto per non essere mai stato un modulo perdente, e mai prevalentemente un modulo che privilegiava una sola fase di gioco, molto coordinato e lineare, in Italia lo ricordiamo grazie ad allenatori come Massimiliano Allegri ai tempi della Juventus vincitore di coppa Italia e campionato e finalista di champions 2017, o il Palermo di Delio Rossi finalista di coppa Italia 2010, ma soprattutto un grande amante e forse anche un po’ un fautore di questo modulo, che lo ha utilizzato in lungo e largo in tutta la sua carriera da manager è Carlo Ancelotti, sin dai tempi del suo Milan campione d’Europa, applicato per far coesistere Kakà e Rui Costa, servendosi del maestro Pirlo nel ruolo di regista, fino ad arrivare al Real Madrid dove James Rodriguez e Bale ma spesso anche là leggenda CR7 erano lì a sostegno di Benzema. 

Gaetano De Rosa,

Università del Calcio.

Gaetano De Rosa