4-4-2: UN MODULO IMMORTALE
Nonostante il calcio moderno sia sempre più dinamico e basato su principi di gioco, evoluzioni tattiche e funzioni dei singoli giocatori in campo, il modulo di partenza resta un importante punto di riferimento per tutte le squadre.
Tra i moduli di gioco, il 4-4-2 è un evergreen. Nato negli anni ’70, è un sistema di gioco che viene tuttora utilizzato da diverse squadre per via della sua semplicità e solidità. Le prime due linee da 4, garantiscono infatti grande protezione difensiva.
Nonostante ad oggi sia riduttivo parlare di un sistema di gioco dividendolo in reparti, cercheremo di analizzarlo in modo semplice.
LA DIFESA
Nella linea difensiva, l’allenatore deve scegliere quali funzioni attribuire ai propri terzini, in base alla propria idea di gioco e alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Nella maggior parte dei casi il terzino che si trova lato palla partecipa all’azione collaborando con l’esterno di riferimento e alzandosi in sovrapposizione, mentre il terzino sul lato opposto in genere ha il compito di rimanere più bloccato, garantendo copertura insieme ai due difensori centrali.
Negli ultimi anni alcuni allenatori hanno modernizzato il ruolo del terzino facendolo entrare dentro al campo in fase di possesso, aumentando le rotazioni e portando un uomo in più nella zona nevralgica del gioco per ricercare la superiorità numerica.
Quando la propria squadra è in possesso in una zona di campo avanzata, i difensori che non partecipano allo sviluppo dell’azione devono occuparsi delle marcature preventive sugli attaccanti avversari, importantissime per evitare contropiedi e per cercare di recuperare la palla nel minor tempo possibile dopo averla persa.
IL CENTROCAMPO
Il lavoro dei centrocampisti è fondamentale, oltre ad essere molto dispendioso fisicamente e atleticamente. Gli esterni devono essere in grado di partecipare ad entrambe le fasi, sia quella difensiva che quella offensiva. Possono giocare sul lato del piede forte per cercare di arrivare sul fondo e servire gli attaccanti attraverso i cross, oppure giocare a piede invertito per potersi accentrare e calciare col piede forte, lasciando libere le corsie esterne per la corsa dei terzini.
I centrocampisti centrali devono essere molto dinamici, dovendo coprire grande parte del campo e trovandosi spesso in inferiorità numerica contro squadre che giocano con un centrocampo a 3. In fase offensiva uno dei due può sganciarsi inserendosi tra le linee avversarie, con l’altro che resta qualche metro più dietro in copertura. Altrimenti possono partecipare entrambi alimentando il ritmo del palleggio e agendo da appoggio agli attaccanti.
Dall’esigenza di ottenere la parità numerica a centrocampo contro le squadre con 3 centrocampisti, è nato il 4-4-2 a rombo o 4-3-1-2, con un mediano, due mezz’ali e un trequartista dietro le due punte. Questo modulo viene utilizzato per ottenere il dominio del centrocampo sacrificando le fasce.
Un’ulteriore variante è il 4-2-4, in cui i due esterni di centrocampo diventano dei veri e propri attaccanti. Questo modulo viene utilizzato nei casi in cui si vuole essere molto offensivi, nella maggior parte dei casi viene adottato a partita in corso se ci si trova in situazioni di svantaggio.
L’ATTACCO
I due attaccanti devono dividersi il fronte offensivo. Dalle loro caratteristiche dipende lo svolgimento della fase offensiva dell’intera squadra. Se entrambe le punte sono fisiche e strutturate, probabilmente si cercherà di giocare sulle fasce con gli esterni per andare al cross. Viceversa se sono meno fisiche ma veloci si cercherà un gioco palla a terra attaccando gli spazi e la profondità. Spesso si cerca una soluzione ibrida con una seconda punta qualitativa, dotata di visione di gioco e fantasia, insieme ad una vera e propria punta d’area di rigore.
In tal caso la seconda punta si abbassa ad aiutare i due centrocampisti in entrambe le fasi, arginando l’eventuale inferiorità numerica sopra citata, e può orbitare su tutto il fronte offensivo girando intorno alla prima punta, che al contrario funge da riferimento centrale sul quale la squadra può appoggiarsi.
CONCLUSIONI
Nonostante i più grandi successi ottenuti giocando con il 4-4-2 siano arrivati nel secolo scorso (penso ad esempio al Milan di Sacchi e al Treble di Sir Alex Ferguson allo United), questo modulo continua a trovare riscontri positivi, essendo in grado di adattarsi alle evoluzioni del calcio moderno. La sua apparente semplicità nasconde una grande organizzazione e collaborazione tra i reparti. Se interpretato con dinamismo e incentrato sulle caratteristiche dei giocatori, il 4-4-2 può ancora rappresentare una soluzione efficace e competitiva.
Lorenzo Pivotto