“COME VALUTARE IL REGOLAMENTO STATUS TRASFERIMENTO CALCIATORI IN UN OTTICA DI RITORNO ALLE SOCIETÀ CHE COSTRUISCONO IL TALENTO”
Nel regolamento status trasferimenti calciatori, Indennità di formazione e contributo di solidarietà sono i due più importanti controbilanciamenti alla sentenza Bosman, volti a risolvere i problemi posti dalle società riguardo alla costruzione, tramite investimenti, dei calciatori che poi al termine del contratto diventano liberi di spostarsi senza un ritorno economico alle società stesse. Essi hanno potere su tutti i trasferimenti verso l’estero (Europa/Mondo) e non su quelli interni al nostro sistema, regolati dalle NOIF.
Con l’indennità di formazione, alla firma del primo contratto da professionista, si riconosce alle società in cui il calciatore ha militato dal dodicesimo al ventitreesimo anno di età una somma di denaro, entro 30 giorni dalla firma, dipendente dagli anni in cui ha militato nella società a cui spetta l’indennità e dalla categoria a cui la squadra con cui firma, appartiene: vengono infatti divise tutte le società in quattro categorie e in base alla categoria di appartenenza viene corrisposta una diversa cifra (dal 12esimo al 15esimo anno di età si riconosce sempre la cifra dei club di 4 categoria, quindi la più bassa, indistintamente dalla categoria del club).
Con il contributo di solidarietà, invece, si stabilisce che, per ogni trasferimento oneroso di un calciatore, il 5% dell’accordo di cessione (temporanea o definitiva che sia) viene usato come montante da dividere a tutte le società in cui è stato dal 12esimo al 23esimo anno di età entro 30 giorni dall’ufficialità dell’accordo economico: rispettivamente, alle società in cui il calciatore ha militato dal 12esimo al 15esimo anno spetterà il 5% del montante per ogni stagione sportiva in cui è stato tesserato per la società di riferimento. Per le società in cui, invece, ha militato dal 16esimo al 23esimo anno di età spetterà il 10% del montante per ogni stagione sportiva in cui ha fatto parte del club. Laddove le società non fossero rintracciabili, la rispettiva somma andrà alla federazione di competenza della società a cui era destinata.
Nei confronti di chi non adempie al versamento dei suddetti contributi sono possibili dei provvedimenti disciplinari.
La loro introduzione rappresenta quindi una tutela per le società che investono per formare un giocatore e che, al termine del rispettivo contratto, non ottengono più in cambio un indennizzo (come era previsto prima della sentenza Bosman). Apparte la forma complessa di calcolo, si possono dire due sistemi funzionanti e risolutivi del problema messo in evidenza successivamente alla sentenza Bosman.
GUSMERI NICHOLAS