Durante la sua storia il calcio italiano ha vissuto diversi scandali che hanno richiesto l’intervento giudiziario o sportivo. Fu soprattutto una la vicenda che coinvolse le squadre più importanti del nostro campionato : “Calciopoli” del 2006.
Quando si parla di “Calciopoli“, ci si riferisce a uno scandalo sportivo che ha avuto il suo apice nel luglio del 2006, che ha visto condannata la Juventus alla retrocessione in Serie B, oltre ad altre penalizzazioni per diversi club della massima serie (Milan, Lazio e Fiorentina) e all’esclusione di parecchi dirigenti e arbitri della federazione.
La causa di ciò fu una presunta combine tra alcuni dirigenti e i designatori arbitrali, creando pressioni e accordi , per ottenere arbitri considerati più favorevoli per alcuni match del campionato. Sotto la lente dell’inchiesta finirono ben 19 partite di Serie A.
Il campionato era sotto osservazione già dal 2005 ma inizialmente si risolse con un nulla di fatto. Fu tramite intercettazioni e controlli sottotraccia che esplose la vicenda . Le notizie di cronaca sportiva rilanciavano possibili nuovi sviluppi sulla vicenda e a un passo dalla chiusura della stagione calcistica 2006 la stampa rese finalmente note alcune delle intercettazioni di quel periodo.
In breve rassegneranno le loro dimissioni i capi delle più importanti federazioni italiane (FIGC e AIA), oltre ai più noti dirigenti di Juventus (Moggi e Giraudo) e Milan (Galliani). Nove arbitri furono raggiunti da avviso di garanzia e tutti sospesi in maniera cautelare dall’AIA.
Il 4 luglio 2006, vengono rese note le richieste dell’accusa, che vorrebbero la retrocessione in Serie B di Juventus, Fiorentina, Lazio e Milan (rispettivamente con 6, 15, 15 e 3 punti di penalizzazione). Oltre alla proposta di radiazione per i principali dirigenti e arbitri coinvolti.
La sentenza di appello che venne resa nota il 25 luglio, presentò un’ attenuazione delle pene. Unica squadra retrocessa fu quindi la Juventus (con 9 punti di penalizzazione per l’anno successivo invece dei 17 richiesti), a cui vennero però anche tolti gli scudetti degli ultimi due anni. Fiorentina, Milan e Lazio presero 30 punti di penalizzazione per la stagione precedente più rispettivamente 15, 8 e 3 punti in meno nel campionato in corso. 11 punti anche per la Reggina e 6 punti per l’Arezzo in Serie B.
Tra i dirigenti le sanzioni più pesanti arrivarono solo per Moggi e Giraudo (5 anni e richiesta di radiazione), oltre all’arbitro Massimo De Santis (4 anni) e Mazzini della FIGC (5 anni e radiazione).
Questa sentenza leggera o severa, che sia stata , ha cambiato per sempre la storia del nostro calcio.
Ci sarebbero molte considerazioni importanti da fare nelle pene inflitte. In primis la responsabilità oggettiva di figure dominanti all’interno del sistema calcio italiano che allo scoppio dello scandalo si dimisero , la Lega Serie A e il coinvolgimento più o meno diretto di tante partite e tante squadre non penalizzate, ma con a carico accuse nei confronti dei propri dirigenti.
Nonostante le sanzioni, squadre come Milan e Fiorentina riuscirono a partecipare alle coppe europee l’anno successivo seppur dirette responsabili, la Reggina riuscì a salvarsi l’anno successivo e l’Inter ottenne a tavolino un campionato che non gli spettava da terzo in classifica. Il campionato concluso e quello successivo fu falsato, il titolo 2004/2005 revocato e non assegnato e alcuni dirigenti scontarono pene di inibizione o squalifica veramente brevi, nel giro di qualche mese. La prima sentenza , poi ridotta nelle due successive, probabilmente avrebbe rappresentato il giusto compromesso per chiudere la vicenda in modo oggettivo, anche se probabilmente andavano inasprite le sanzioni anche in confronto di altri terzi.
La Juventus fu giudicata la società più colpevole e dunque colpita più duramente dalle sanzioni . Illecito sportivo è stata la violazione del club bianconero a causa dei benefici usufruiti grazie agli accordi dei suoi dirigenti con la classe arbitrale.
E fu veramente l’unica responsabile meritevole di andare in B ?
Ancora oggi è aperto il dibattito su quanto sia veramente successo in quegli anni. Soprattutto perché tanti sono gli interessi coinvolti e rendere il tutto oggettivo e privo di condizionamenti emotivi e sportivi è veramente difficile.
Alla luce di questi avvenimenti, è chiaro che qualcosa sia stato omesso nella sentenza definitiva poiché le indagini non finirono. Anni dopo proprio partendo da quelle stesse intercettazioni, partì una nuova indagine definita “calciopoli bis”, All’Inter, rimasta fuori dalle dinamiche di Calciopoli, fu contestato l’illecito sportivo con accuse analoghe a quelle mosse a suo tempo alla Juventus. Ma stavolta non si procedette ad alcuna pena perché i fatti erano ormai caduti in prescrizione.
Lo scandalo Calciopoli rimane una macchia indelebile. Una vicenda probabilmente mal gestita, mai del tutto sanzionata a dovere con disparità di trattamento e che non si è mai del tutto rimarginata per gli appassionati e i tifosi di calcio che hanno vissuto la perdita della fiducia verso i valori etici e basilari dello sport.
Con ogni probabilità Calciopoli è stata la pagine più brutta scritta dal calcio italiano nella sua lunga storia.
PITALE LUIGI