Lo scandalo di Calciopoli lo ricordo perfettamente perché all’epoca dei fatti ero un giovane sedicenne con
tanta passione per il calcio, non mi perdevo nulla, seguivo praticamente ogni cosa, dalle partite al
calciomercato, qualunque notizia non mi sfuggiva. Fu uno scandalo di portata inimmaginabile perché fece
emergere un vero e proprio “sistema” in cui erano coinvolti diversi dirigenti della Serie A di diversi club
insieme a diversi esponenti della classe arbitrale, con l’intento, attraverso delle vere e proprie
manipolazioni sulla classe e sui designatori arbitrali, l’andamento delle partite, compromettendo il
regolare svolgimento del campionato. Tutto esplose nel giro di poco tempo, a partire dalla scoperta di
diverse intercettazioni telefoniche tra i vari dirigenti, alle indagini, fino al processo. Fu una notizia che
sconvolse completamente il nostro calcio, me compreso, perché mise in evidenza la fragilità del calcio
italiano in cui, attraverso legami sospetti e soprattutto con intenti illeciti, si andava a creare una vera e
propria associazione a delinquere.
La giustizia sportiva agì in tempi molto rapidi, soprattutto per dare un segnale forte su tutta la vicenda, fare
chiarezza e soprattutto per garantire la regolarità del nostro campionato, le indagini e tutto il processo
avvennero durante tutta l’estate, c’era una nuova stagione da iniziare. Le sanzioni furono pesanti, La
Juventus, la società più coinvolta, fu retrocessa in serie B con punti di penalizzazione iniziali e gli vennero
revocati due scudetti (2004-2005 e 2005-2006). Le altre squadre coinvolte (Milan – Lazio – Fiorentina –
Reggina) subirono delle sanzioni adeguate ma sempre molto gravi.
A tutt’oggi Calciopoli viene ricordato come uno degli scandali più significativi della storia del calcio italiano,
soprattutto ha mostrato come fosse facilmente permeabile a pressioni e favoritismi mettendo in dubbio la
regolarità di un campionato. Oltre a ciò ci furono gravi ripercussioni anche a livello di club e giocatori stessi,
con le retrocessioni, la perdita di titoli, inevitabilmente le rose furono stravolte e i bilanci stessi delle
squadre ne risentirono in maniera significativa. Anche la gestione stessa del processo, sia a livello sportivo
che penale, generò diversi dubbi oltre che polemiche, si parlava di giustizia sommaria e di pene necessarie.
In conclusione posso dire che tutta la vicenda di Calciopoli ha generato un forte terremoto nel nostro
sistema calcistico, dal quale forse, ancora oggi, ne risentiamo le conseguenze, mettendo in dubbio la
credibilità del nostro calcio.
Giacomo Montesano