Carlo Ancelotti è un tecnico che ha attraversato varie epoche calcistiche cambiando ed evolvendo i suoi metodi negli anni rimanendo uno dei tecnici tra i più vincenti e richiesti dai top club europei. Dagli inizi degli anni novanta ad oggi, non è stato certamente semplice adattarsi alle continue evoluzioni tattiche e metodologiche di allenamento. Negli ultimi trent’anni, lo sviluppo di nuove tecnologie ha permesso di avere una rilevante mole di dati per ogni atleta, cosicché gli staff tecnici si siano dovuti evolvere anno dopo anno. Infatti, alle poche figure presenti degli anni ottanta quali vice allenatore, allenatore dei portieri e preparatore si sono gradualmente aggiunte nuove figure come mental coach, match analyst e tattico oltre all’aumento del numero dei preparatori atletici.
La consapevolezza di trovarsi in un ambiente costantemente in evoluzione, l’apertura alle innovazioni unite al continuo studio e all’umiltà hanno permesso al tecnico emiliano di rimanere per tanto tempo ad altissimi livelli. Oltre alle oggettive qualità in ambito tecnico, nel corso degli anni sono state messe in risalto anche le sue doti relazionali con i calciatori e lo staff. Molte sono state le parole di elogio e rispetto spese in favore del tecnico, spesso paragonato ad un padre per la vicinanza ed il dialogo che riesce ad instaurare con la squadra. Questa gestione ha inciso sui successi ottenuti, la coesione e l’unità di gruppo hanno permesso di superare le difficoltà nelle partite chiave che si presentano in una stagione. L’unità del gruppo è fondamentale soprattutto nei momenti di difficoltà, poiché, grazie ad essa si riesce a giocare con maggiore serenità e a fare la differenza.
Nell’arco della sua carriera, è stato spesso accennato alla presunta fortuna posseduta dal tecnico, ma, per quanto un percorso calcistico possa essere attraversato da fortuna e sfortuna, non è realistico affermare che la vittoria di cinque Champions siano attribuibili alla sola fortuna, senza che vengano menzionate solide basi tecniche e gestionali. Il percorso di Carlo Ancelotti dimostra che nel calcio il successo non nasce dalla fortuna, ma dalla capacità di evolversi e apprendere, e soprattutto dalle capacità umane di gestire la squadra facendo coesistere grandi calciatori nello stesso spogliatoio.
Nelle prossime stagioni si cimenterà per la prima volta nella gestione di una nazionale importante come il Brasile. Il tecnico dovrà riuscire a cambiare i metodi di lavoro ancora una volta poiché la gestione di una nazionale è totalmente differente dalla gestione di un club. Dovrà creare per la prima volta il gruppo squadra e lavorare con pochi allenamenti a disposizione. Se dovesse riuscire a vincere anche con il Brasile, aggiungendo un Mondiale ai cinque trionfi in Champions e ai titoli conquistati nei quattro principali campionati europei, diverrebbe un tecnico unico nella storia del calcio, diventando definitivamente una leggenda del calcio.