CALCIO. CALCIATORI: Il regolamento status trasferimento calciatori in un ottica di ritorno alle società che costruiscono il talento

Come valutare il regolamento status trasferimento calciatori in un ottica di ritorno alle società che costruiscono il talento

La FIFA, la Federazione Internazionale che governa il gioco del calcio a livello mondiale, ha elaborato e approvato il Regolamento FIFA sullo Status e i Trasferimenti internazionali dei calciatori. La predetta fonte normativa contiene la disciplina riguardante lo status dei calciatori, l’idoneità dei calciatori a partecipare al “Calcio Organizzato” e il trasferimento dei calciatori tesserati con società affiliate a Federazioni Nazionali di paesi differenti. La FIFA, quale organo calcistico di massimo grado, è intervenuta riscrivendo la normativa vigente relativa allo status dei calciatori, al fine di regolamentare l’intera materia e di adattarla alla Sentenza Bosman e alle conseguenze giuridiche derivanti da quest’ultima.

Nel 1995, la Corte di Giustizia Europea, pronunciandosi sul caso del calciatore Jean-Marc Bosman, ha stravolto profondamente il calcio europeo decidendo che da quel momento in poi, nell’ambito dell’Unione Europea, i calciatori sarebbero stati considerati come qualsiasi altro lavoratore subordinato. In particolar modo, il giudice di massimo grado dell’Unione Europea, stabilí che le Federazione Nazionale non avrebbe potuto applicare norme limitanti il numero di giocatori comunitari e soprattutto che i calciatori, se in scadenza contrattuale, non si sarebbero più potuti trasferire se non a condizione del previo versamento all’ultima società di un indennizzo.

Dunque, all’inizio degli anni 2000, la FIFA decise di intervenire riscrivendo completamente il regolamento relativo ai trasferimenti tra club affiliati a Federazioni nazionali diverse, allo scopo di adeguare il sistema normativo alla predetta sentenza. A tal fine, gli organi della FIFA che collaborarono alla stesura del Regolamento Status e Trasferimenti, intervennero prevedendo e regolamentando l’Indennità di formazione e il Contributo di solidarietà, con l’intento di introdurre dei premi economici che avrebbero ricevuto le società che avevano contribuito alla formazione dei giovani calciatori.

L’indennità di formazione, disciplinata all’articolo 20 del Regolamento FIFA sullo Status e i Trasferimenti dei calciatori, è stata inserita all’interno della predetta fonte allo scopo di premiare, nel momento in cui il calciatore firma il primo contratto da professionista, tutte le società che hanno contribuito alla formazione di quest’ultimo. Tale premio, spettante a tutte le società in cui si è formato il ragazzo dal 12º anno di età fino al 23º anno di età, comporta un considerevole rientro economico a tutte quelle società, maggiori o minori che siano, le quali puntano molto sulla crescita dei giovani calciatori. 

Secondo la regolamentazione del suddetto premio, per come introdotta dalla FIFA, tutte le società del mondo vengono divise in quattro categorie; il minimo del suddetto premio spetta alle società che hanno formato il ragazzo dal 12º al 15º anno di età, mentre il premio, spettante per la formazione dal 16º anno in poi, viene stabilito in base a quanto avrebbe speso, per la crescita del giovane calciatore, la società che per prima lo mette sotto contratto in quanto professionista.

Il contributo di solidarietà, disciplinato all’articolo 21 del Regolamento FIFA sullo Status e i Trasferimenti dei calciatori, é stato elaborato e introdotto all’interno del regolamento al fine di premiare le società che hanno formato il giovane calciatore dai 12 ai 23 anni, allorché quest’ultimo, ancora in corso di contratto, si trasferisca a titolo definitivo o temporaneo ad un altro club affiliato a una federazione di una nazione diversa rispetto a quella di provenienza. Quest’ultimo premio, ancor più dell’indennità di formazione trattata in precedenza, rappresenta la garanzia di un rientro economico per tutte le società che puntano, in eguale misura se non di più, sulla crescita dei ragazzi, consapevoli del fatto che avranno diritto a questa ricompensa ogni volta che il giovane calciatore, che hanno seguito e cresciuto nei propri settori giovanili, si trasferisce in un club di una nazione diversa. Il contributo in questione, più dell’indennità di formazione regolamentata secondo la suddetta suddivisione in quattro fasce, comporta un rientro economico di significativa rilevanza, in quanto, secondo la disciplina, viene calcolato in percentuale in base alla cifra dell’ultimo trasferimento e varia in funzione dell’età del ragazzo al momento in cui si trovava nel settore giovanile delle squadre in questione, le quali, in modo particolare, godranno di un ammontare proporzionalmente più alto nel caso in cui avessero accolto il giovane calciatore nella fascia d’età che va dai 16 anni fino al 23º anno di età.

In conclusione, il Regolamento FIFA sullo Status e i Trasferimenti dei calciatori, prevedendo e regolamentando l’indennità di formazione e il contributo di solidarietà, ha introdotto per la prima volta dei premi per tutte le società che hanno cresciuto dei giovani calciatori, nei casi in cui questi firmino il loro primo contratto da professionisti oppure si trasferiscano a titolo definitivo o temporaneo in una società affiliata a una federazione nazionale differente rispetto a quella di provenienza; ciò al fine di tutelare predette società dal rischio di essere danneggiate dalle novità giuridiche derivanti dalla sentenza Bosman, e quindi, di evitare il crollo del sistema europeo dei settori giovanili, conducendo tutte le società a puntare più sull’acquisto di giocatori più grandi e già affermati piuttosto che formarne e crescerne in casa. 

Filippo Vassallo

Filippo Vassallo