I club che hanno come concetto societario di identità, ideologia e immagine quello di formare, valorizzare e credere nei talenti sono formati da uno o più azionisti e/o soci che investono somme di denaro per scovare calciatori da acquistare in età giovanile, disciplinare, lanciare nel grande calcio per poi vendere e ricavare, grazie al lavoro con loro svolto, un profitto molto importante se confrontato con il costo che hanno dovuto fronteggiare per portarli nel club.
Questa scelta di forma di business societario è adottata medio/piccoli club o da società che hanno questa teoria nel DNA, come, ad esempio, l’Ajax, club olandese che da sempre scova e lancia nel grande calcio un’enorme quantità di talenti, i quali, partendo dalle giovanili, passano per esordire con il Jong Ajax (squadra B della capitale che milita in Eerste Divisie, la Serie B olandese) prima di compiere il grande passo con la formazione maggiore. Anche il grande Van Basten ha seguito questa scaletta prima di esordire con i più grandi.
Per quanto riguarda i piccoli club, mi viene in mente il Lecce di Pantaleo Corvino o l’Empoli che, nonostante la retrocessione dopo anni di Serie A, dispone di un ottimo settore giovanile, formato da tanti baby calciatori italiani (Fazzini, Marianucci, Popov, tra i tanti fatti emergere in questi ultimi anni). Queste società non estremamente blasonate, e che non possono avere il circolo virtuoso dei grandi club, basano i loro obiettivi su piccoli investimenti, come quelli inerenti all’acquisto di giovani talenti, grazie ad una buona attività di scouting, che forma rose competitive per obiettivi come la salvezza o un campionato non troppo sofferto, e, qualora gli obiettivi venissero raggiunti si trae profitto con le vendite di questi baby calciatori da loro formati e si riparte con un ulteriore piccolo e sensato investimento chiudendo il ciclo. Ovviamente non è sempre semplice raggiungere quanto prefissato, ma così facendo si evita di rischiare sanzioni economiche o di incappare in debiti difficili da saldare.
Il trasferimento di questi giovani talenti formati da questi club è la forza di queste società medio/piccole che, grazie al forte lavoro dei propri scouting, mantengono una solidità economica.
Simone Cavanna