“Come valutare il Regolamento sullo Status e Trasferimento dei Calciatori in un’ottica di ritorno alle società che costruiscono il talento”
In un calcio moderno in cui le dinamiche di mercato sono sempre più complesse e caratterizzate da trattative milionarie, il tema del Regolamento sullo Status e Trasferimento dei Calciatori (Fifa) acquisisce sempre più importanza.
Oggi i profitti e l’economia sono alla base di tutti i club, garantire un ritorno alle realtà che costruiscono i giovani e il loro talento diventa necessario non solo per le società stesse ma anche per tutelare i giovani calciatori e la loro crescita.
Altro punto che è fondamentale sottolineare e prendere in considerazione durante una discussione su tali punti riguarda il gap che si è formato (e che continua ad ampliarsi) tra i top club e le società medio-piccole.
A mio avviso rivedere alcuni punti del regolamento sullo status e trasferimento dei calciatori potrebbe essere una piccola soluzione in grado di tutelare maggiormente le piccole società e diminuire in parte “l’abisso” che si è creato con i top club.
I riconoscimenti e i ritorni che dovrebbero spettare alle società formatrici dovrebbero essere equiparabili al lavoro che queste realtà hanno svolto e svolgono tutt’oggi per formare giovani calciatori.
Questi club investono per scoprire nuovi talenti (tramite una rete di scouting sul territorio), per formarli tecnicamente, per educarli e costruendo un tale lavoro spesso contribuiscono a creare giocatori che in futuro avranno un valore importante sul mercato.
Gli sforzi di queste società e di questi settori giovanili spesso non vengono riconosciuti e remunerati in quel periodo e qui entra in gioco il regolamento status, che mira a tutelare queste realtà e garantire loro un ritorno.
Come interviene la Fifa?
Alla base del regolamento status, con l’obiettivo di equilibrare il gap tra top club e società formatrici entra in gioco l’indennità di formazione.
L’indennità di formazione viene riconosciuta ai club che hanno contribuito alla crescita e alla formazione dei giovani talenti dai 12 ai 23 anni.
Viene riconosciuta a tutti i settori giovanili dei calciatori che diventano professionisti (entro 30 giorni dalla firma del primo contratto da professionista).
L’indennità di formazione è un ottimo riconoscimento alle società formatrici, ma il suo calcolo e la sua applicazione risultano complicati per via delle categorie (4) e delle fasce d’età in cui i calciatori in questione hanno militato in quest’ultime.
Il Meccanismo di solidarietà
Ulteriore intervento previsto dalla Fifa è il meccanismo di solidarietà, esso prevede che il 5% del valore di ogni trasferimento internazionale venga distribuito ai club formatori del calciatore (dai 12 ai 23 anni).
Questo riconoscimento dev’essere versato nelle casse dei settori giovanili in base alla suddivisione che deve seguire tali regole:
- Dal 12esimo al 15esimo anno verrà versato il 5% del 5% (0,25)
- Dal 16esimo al 23esimo anno il 10% del 5% (0,50).
Come si può notare da questi dati e facendo due calcoli si può interpretare che la quota è spesso inferiore e non sufficiente se confrontata con spese e sforzi effettuati dalle società formatrici, soprattutto considerando quelli che sono gli esborsi economici e le cifre di vendita di un giocatore nel calciomercato di oggi.
Si potrebbe cambiare qualcosa?
Prendendo in considerazione dati e cifre e valutando il regolamento Status ci accorgiamo di quanto le società formatrici abbiano un ruolo fondamentale sia nella formazione e crescita dei giovani e soprattutto all’interno di tutto sistema calcio.
Nonostante l’enorme apporto questi club, secondo molti esperti, non vengono premiati proporzionalmente al lavoro svolto e ai valori creati.
Detto questo, come già sottolineato in precedenza, per garantire un ritorno che vada ad equilibrare il sistema e il gap con le società di altissimo livello, sempre tenendo conto che si parte da una buona base rappresentata dalle soluzioni ideate dalla Fifa, a mio avviso andrebbero aggiunti alcuni fattori:
- Una maggiore proporzionalità
- Cifre più alte su trasferimenti più onerosi
- Procedure più istantanee ed efficienti
- Una maggiore coordinazione tra le società
- Una supervisione più efficace da parte di Fifa.
- Un occhio di riguardo in più per le società che lavorano duramente per far crescere questi talenti.
Con questi punti a favore, uniti ad un’ottima base di partenza si garantirebbe un ritorno consono ed adeguato a tutte quelle società che, tramite lavoro, personale preparato, spese, passione e perseveranza, contribuiscono quotidianamente a valorizzare giovani talenti e il sistema calcio.
Matteo Grassini