Se ti sei mai chiesto se i sogni possono davvero diventare realtà, allora questa è senza dubbio la storia che fa per te.
È il 2011, Il Paris Saint-Germain è ancora una squadra storica ma incompiuta, lontana dai riflettori del grande calcio europeo.
Tutto cambia con l’arrivo di Nasser Al-Khelaïfi, presidente del Qatar Sports Investments, fondo che prende le redini del club parigino.
L’obiettivo è chiaro sin da subito: portare il PSG sul tetto d’Europa.
Per raggiungere questo traguardo il club inizia a investire in modo massiccio, e allora ecco arrivare i vari Zlatan Ibrahimovic, Edinson Cavani e Thiago Silva.
Ma è nel 2017 che salta il banco del mercato internazionale: Neymar dal Barcellona per 222 milioni di euro, l’intero valore della clausola rescissoria, seguito da Mbappé, astro nascente del calcio francese.
Il Paris inizia così a dominare in campo nazionale, con campionati e coppe, ma la Champions League, vero
obiettivo del progetto, tarda ancora ad arrivare.
Ed è proprio tra il 2017 e il 2020 che vedi il PSG affrontare il suo periodo più difficile, ricorderai sicuramente l’eliminazione contro il Barcellona, la famosa remuntada, o la sconfitta contro il Manchester United nei minuti di recupero.
Ma la più dura da digerire è quella in finale contro il Bayern Monaco nel 2020.
Eppure quegli episodi hanno insegnato qualcosa: resistere alla pressione, gestire i momenti chiave e imparare ad essere squadra.
Nel 2021 Nasser Al-Khelaifi decide di provare un ultimo tentativo. Ed ecco Lionel Messi, il tassello che mancava per formare il trio magico, la MNM.
A questo punto puoi pensare che il gioco sia fatto, che non ci sia scampo per nessuno. Eppure seguono altri due anni di eliminazioni dalla competizione europea tanto ambita.
È soltanto due anni più tardi che il Paris Saint-Germain inizia la vera Rivoluzione.
Addio a Messi e Neymar, il nuovo Re a Parigi è Luis Enrique, L’Hombre Vertical. Con lui non si scende a
compromessi.
Ed allora possesso palla, gioco posizionale, pressing alto e rotazioni continue diventano i principi del nuovo credo calcistico della squadra parigina.
All’indomani dell’annuncio dell’addio di Mbappé, ultima stella rimasta del trio, “Lucho” ci sorprenderà
affermando: “Senza Kylian saremo più forti”.
E non potremo dargli torto. Il PSG vince e convince, rivoluzionato da un progetto incentrato su giovani di grande talento, equilibrio in campo ma dominio contro ogni avversario. Ed è proprio questo il paradossale successo che puoi vedere nella squadra di Luis: aver trovato maturità di scelte di gioco non con i grandi campioni, ma con la squadra più giovane ad aver vinto un triplete.
Ed è infatti nel 2025 che il Paris raggiunge nuovamente la finale di Champions League, questa volta contro l’Inter, ed alza il trofeo dopo un roboante 5-0, guidato dal nuovo uomo copertina Ousmane Dembelè, che vincerà poi i pallone d’oro.
Il sogno è compiuto, Luis Enrique conquista il suo secondo triplete personale.
C’è un nuovo sceriffo a Parigi.
La storia del PSG non è soltanto una storia di successo sportivo, ma anche simbolico.
Viene premiato un progetto costruito nel tempo con visione e determinazione, dopo cadute e sconfitte, ma senza perdere la forza di rialzarsi. È la dimostrazione che il gruppo determina più del singolo.
Se non credevi nei sogni, adesso non puoi più permettertelo!