MODULO TATTICI: IL 4-4-2 : PRINCIPI TATTICI, STORIA ED EVOLUZIONE.
  • CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE E PUNTI DI FORZA E DEBOLEZZA: Il 4-4-2 è un modulo che si basa su tre linee ben definite: difesa a quattro, centrocampo a quattro con due centrocampisti centrali e due esterni [fondamentali per la buona riuscita del sistema, hanno infatti il compito di fare bene entrambe le fasi di gioco affinché non si crei squilibrio e fragilità difensiva(il 4-2-4 è un modulo valido per recuperare partite da una situazione di svantaggio,ma molto pericoloso per iniziarle!)], e due punte, possibilmente con caratteristiche complementari tra loro, alle quali è affidato gran parte dell’incarico offensivo. In fase difensiva, le due linee da quattro (difensori e centrocampisti) consentono infatti di coprire tutto il campo sia in larghezza che in lunghezza, e la compattezza tra i reparti permette di attuare un pressing corale che,se ha esito positivo, consente di recuperare in fretta il pallone e ripartire (in questo, il Milan di Sacchi è stata sicuramente la squadra simbolo). Elemento fondamentale del 4-4-2 è la sinergia tra i reparti: le linee devono essere allenate a lavorare insieme e ogni giocatore deve sapere quando e se uscire, coprire o pressare. Questo perché se si dovesse creare troppo spazio e la squadra si dovesse allungare, potrebbe andare in difficoltà (soprattutto a causa dell’inferiorità numerica contro schieramenti che prevedono un centrocampo più numeroso come il 4-3-3 e il 3-5-2). Inoltre vista la poca densità offensiva, è necessario che i due centrocampisti centrali abbiano buone caratteristiche tecniche per far arrivare palloni puliti e giocabili alle punte,che rischiano altrimenti di trovarsi isolate.
  • EVOLUZIONE STORICA E INFLUENZA NELL’ATTUALITA’: Questo modulo nasce in Inghilterra nella sua variante a rombo ( 4-1-2-1-2 o 4-3-1-2 con i centrocampisti schierati diversamente: esterni più stretti dentro al campo e centrali di centrocampo uno davanti all’altro anziché in linea orizzontale) come evoluzione tattica del calcio totale olandese degli anni ’70 e si diffonde in Europa e nel mondo soprattutto grazie alla sua capacità di dare equilibrio alle squadre: in fase difensiva, le due linee da quattro (difensori e centrocampisti) consentono infatti di coprire tutto il campo sia in larghezza che in lunghezza, e la compattezza tra i reparti permette di attuare un pressing corale (in questo, il Milan di Sacchi è stata la squadra simbolo). Il 4-4-2 conosce il suo massimo splendore negli anni ’80 e ‘90 soprattutto grazie a squadre leggendarie come,appunto, il Milan di Arrigo Sacchi, oppure il Manchester United del “Treble” 98-99 di Ferguson. Nel calcio di oggi,sempre più flessibile e dinamico,questo modulo può sembrare superato, ma è vero solo in parte: nonostante non sia più molto diffuso il 4-4-2 standard,sono ancora in uso molti suoi moduli “figli” (il 4-2-3-1 per esempio nasce semplicemente dalla sostituzione di una delle due punte con un trequartista e dall’utilizzo di esterni alti dalle caratteristiche più offensive). Resta in ogni caso una validissima opzione se si è alla ricerca di solidità e ordine tattico,e su cui poi magari lavorare per apportare delle variazioni alla ricerca di maggiore pericolosità offensiva in un secondo momento, una volta raggiunta una maturità tecnico-tattica che permetta di farlo senza eccessive preoccupazioni. Proprio per questi motivi, nonostante ad alti livelli il suo utilizzo non è più molto diffuso, resta un modulo ottimo per le categorie inferiori e per il calcio giovanile.

di Niccolò M. Cardarelli

di Niccolò M. Cardarelli