“Ho scelto lui per motivi ben precisi: quello che mi ha lasciato dentro è ben oltre un giocatore di calcio, per me era qualcosa di irraggiungibile, in un ruolo complicato come il suo, faceva cose fuori dal normale e le faceva sembrare semplici. L’amore che ha dato per la Roma pur non essendoci nato è un amore che non si può spiegare. Per diverso tempo, durante l’infanzia, giocando a calcio ho cercato di ispirarmi a lui
come tecnica e forza esplosiva. Ma c’era una cosa che per me lo distingueva da tutti gli altri… l’intervento in scivolata ad uncino, un gesto difensivo clamorosamente semplice da vedere ma complesso nella perfetta riuscita, come solo lui sapeva fare. Ora vi lascio all’articolo.”
Radja Nainggolan nasce ad Anversa il 4 maggio 1988, da madre belga e padre indonesiano e cresce calcisticamente in Belgio, prima di approdare in Italia al Piacenza. Arrivato al Cagliari nel 2010, si mette subito in mostra. Ma è con la maglia della Roma (a partire dal 2014) che diventa uno dei centrocampisti più temuti della Serie A… e non solo (dove costruisce parte importante della sua carriera).
Potenza-Resistenza-Aggressività: questo è ciò che racchiude Radja Nainggolan, un centrocampista che incarna alla perfezione il concetto di “box to box”. Corre per 90 minuti senza perdere mai la lucidità, coprendo l’intero campo con un’energia impressionante. Il suo punto di forza principale? La capacità di abbinare l’esplosività a una resistenza fuori dal comune. Raramente cala d’intensità, pressa alto, recupera palloni, spezza il gioco avversario e riparte con decisione.
Fisicamente esplosivo, alto 1,78 cm, baricentro basso, gambe potenti. Questo gli ha permesso di vincere molti contrasti anche contro avversari più strutturati e tecnici di lui. Il suo tempismo negli interventi è preciso, così come la capacità di anticipare le linee di passaggio per interrompere l’azione avversaria.
Grazie a tutto ciò — dove dava il 101% — gli ha permesso di portarsi a casa numeri folli anno dopo anno, in un campionato principalmente tecnico e fisico come la Serie A.
Ha collezionato oltre 370 presenze e più di 40 reti. In media, recuperava circa 2 palloni a partita e completava più di 50 passaggi ogni 90 minuti. La sua aggressività controllata gli ha permesso di essere efficace nei contrasti (quasi il 60% vinti), pur accumulando diversi cartellini per via della sua intensità. La sua caratteristica più temuta è l’inserimento senza palla: arriva in area con tempi perfetti, sorprendendo le difese e trasformandosi in un finalizzatore aggiunto. Ha un tiro potente e preciso dalla distanza, capace di cambiare l’inerzia di una partita con una singola conclusione (la maggior parte dai 30 metri). Nelle sue migliori stagioni, si è portato in doppia cifra pur partendo da centrocampo, un dato che testimonia la sua fame e pericolosità offensiva.
Nainggolan non è solo muscoli: tecnicamente è raffinato, con un controllo palla sicuro e grande rapidità di esecuzione. Riesce a gestire la sfera anche sotto pressione, usando dribbling brevi e tocchi di prima per accelerare la manovra.
La sua visione di gioco gli consente di effettuare cambi di gioco precisi, risultando fondamentale per dare ritmo e profondità alla squadra. A questo si aggiunge una personalità fortissima, un giocatore carismatico, capace di trascinare il gruppo con atteggiamento e determinazione. Non ha mai avuto paura di assumersi responsabilità nei momenti decisivi, pur non indossando la fascia da capitano. Radja Nainggolan è stato — e per molti resta — un esempio raro di centrocampista capace di eccellere in ogni aspetto del gioco: fisico, tecnico, tattico e mentale. In un calcio sempre più rapido, lui ha rappresentato la versatilità allo stato puro: un guerriero con piedi fini, capace di lottare e creare, facendo sembrare ogni cosa… semplice. Definito da molti compagni di squadra… “un matto vero”.