Il ruolo del direttore sportivo nasce insieme alla progressiva organizzazione del calcio moderno ,quando questo sport smette di essere un’attività puramente amatoriale e si trasforma in un sistema strutturato competitivo e professionale.
Agli inizi del 900 ,nelle prime società calcistiche europee e fino alla fine degli anni settanta , non esisteva una figura dedicata esclusivamente alla gestione sportiva, le decisioni su giocatori, allenamenti e trasferimenti venivano prese dai dirigenti, presidenti,presunti talent scout o segretari del club ,spesso mossi più dalla passione che da una reale competenza tecnica e quindi su un primo modello di business in veste di mecenate per passione o affermazione sociale.
Con l’emanazione della legge 23 marzo 1981 sul professionismo sportivo , il settore calcistico vide legittimarsi la figura del direttore sportivo appunto come lavoratore sportivo professionista, risultando ancora oggi determinante per questo ruolo che ,anche se di recente istituzione , continua a ricoprire sempre piu attività all’ interno di un club assumendo sempre piu le vesti di manager sportivo a 360 gradi.
Nacque così una prima forma embrionale del direttore sportivo inizialmente incaricato soprattutto di compiti organizzativi amministrativi , sempre in conformità con il manuale Uefa ,della gestione dei rapporti con le federazioni e con tutti gli stakeholders , dei rapporti contrattuali e di tesseramento all’interno del club e della gestione del calciomercato.
Il direttore sportivo divenne sempre più responsabile della costruzione della squadra, affiancando l’allenatore nelle scelte tecniche e occupandosi della ricerca di nuovi talenti, andando a stabilire ed alimentare quel circolo virtuoso di cui un club,a tutti i livelli sia piccolo che grande , ha bisogno di dotarsi per avere un ordine e una programmazione che gli permetterà poi di perseguire e raggiungere l’obiettivo prefissato.
Soprattutto in Italia, la figura del direttore sportivo assume un’importanza centrale e a mio modo di vedere subirà grandi evoluzioni in futuro nel medio termine ,con l’ausilio e dotandosi in modo selettivo dell ‘ intelligenza artificiale, oltre che con i software già disponibili attualmente , per quanto riguarda la ricerca del talento e la valorizzazione dei vivai e dei settori giovanili perche , venendo a mancare sempre piu sponsorizzazioni classiche , e entrate economiche rilevanti tali da poter drenare il sistema calcistico italiano ,non diventa quasi piu una scelta ,ma una direzione strategica e mirata .
Problematiche figlie purtroppo anche di mancate riforme strutturali a partire dalla modernizzazione degli stadi e quindi nel portare una spettacolarizzazione nuova del calcio, capace di tenere il passo con la tecnologia moderna di visione sia fisicamente e attivamente per gli spettatori e sia nel palcoscenico virtuale televisivo e di attrarre interesse sia nel mondo giovanile nostrano , che dal mondo estero.
Di conseguenza diviene sempre piu complicato avere la capacità finanziaria di acquisire e attrarre grandi giocatori cosi come il campionato italiano era in grado di fare da protagonista assoluto fino ai primi anni del 2000 , e dove ora la Premier League regna sovrana.
Credo personalmente però al contempo, che nulla , di tutta la tecnologia o degli algoritmi , del presente e del futuro messa a disposizione per il lavoro di direttore sportivo ,debba e possa sostituire e prendere il sopravvento rispetto al potere decisionale, di visione di un calciatore , di valutarne le capacità e potenzialita e qualità umane , dentro e al di fuori dall’ attività sportiva, perche solo la visione umana e il confronto poi con lo staff degli osservatori e l’ allenatore scelto , può portare a creare una rosa competitiva e alla riuscita un progetto tattico con un margine di errore minimo, integrando con equilibrio e bilanciamento tutti gli strumenti di lavoro a disposizione e soprattutto di utilizzare sempre un project management e non sviluppare un metodo di lavoro solo determinato dalle proprie convinzioni o idee personali.
Un aspetto pero’ primario che un direttore sportivo deve curare in modo preciso prima di ogni scelta successiva , soprattutto nel mondo del calcio , è quello della public relation ;
la comunicazione riveste un ruolo fondamentale nel calcio , al pari della competenza , perche aumenta nel tempo la propria credibilità e notorietà verso tutti gli stakeholders e le parti in causa , in ambito nazionale e internazionale ricoprendo oramai oggi il calcio un ruolo globale , e questo può risultare decisivo nella buona riuscita di trattative di sponsorizzazione in ambito marketing, portando quindi benefici oltre che per se stessi ma soprattutto nell’interesse del club per il quale si dirige.
Da figura marginale e amministrativa, il direttore sportivo è diventato uno degli attori principali del successo di una società, custode della continuità tecnica e interprete di una strategia che unisce passione, competenza e visione , avendo cura di avere una gestione e conoscenza delle regole calcistiche legate al fairplay finanziario, italiano ed europeo ,fondamentali per mantenere l’equilibrio e la continuità competitiva sportiva del club.
Alessandro Caruso