Il regolamento status trasferimento calciatori è una normativa della FIFA che tutela il mondo calcistico professionistico in Europa e nel mondo ma non i casi in cui si tratta di Italia su Italia. Questo regolamento fa una grande distinzione fra i calciatori dilettanti e quelli professionisti. Professionisti infatti sono coloro che, in cambio delle loro prestazioni, prendono una cifra dal club superiore al rimborso spese stabilito. Nell’ambito di questa distinzione il regolamento stabilisce anche che un pro non può rientrare nei dilettanti prima dello scorrimento di 30 giorni dall’ultima gara ufficiale giocata. Aggiunge anche che un calciatore può tesserarsi per 1 società alla volta, un massimo di 3 società in un’anno calcistico (dal 1 luglio al 30 giugno) ma può giocare solo per 2, salvo nei casi in cui la stagione sia trasversale. Una delle cose più significative di questo regolamento è anche la normativa sul passaggio del tesseramento da 2 club diversi e lo scambio del transfer (CTI), un documento che contiene tutte le informazioni su dove il calciatore ha giocato dal 12esimo anno di età in poi e le sanzioni che ha, da una federazione all’altra. Il transfer è cruciale anche per capire il ritorno esatto dovuto alle società che hanno costruito e formato il talento.
Dopo la sentenza Bosman si è presto capito che, non solo i giocatori ma anche i club si dovevano tutelare. Non potevano perdere un calciatore, che rappresenta sempre un grande investimento, senza guadagnarci nulla in ritorno, così questo regolamento della FIFA introduce 2 controbilanci alla sentenza: l’Indennità di Formazione e il Contributo di Solidarietà. L’Indennità di Formazione è dovuta dalla società d’arrivo entro 30 giorni da quando un calciatore firma il suo primo contratto da professionista con questo club. È una somma che viene corrisposta per la formazione fatta dai vari club in cui è stato tesserato il giocatore dal 12esimo fino al 23esimo anno. Per ogni anno, a seconda del livello della squadra di arrivo, si deve pagare una certa somma. Ogni club è diviso in 4 gruppi: il Gruppo 1 (che è il livello più alto di un club calcistico) deve pagare 90.000€ ai club di formazione per ciascun anno in cui il giocatore è stato tesserato, per il Gruppo 2 la somma è di 60.000€, il Gruppo 3 deve 30.000€, infine il Gruppo 4 deve 10.000€. Per le società di formazione in cui il calciatore ha giocato dal 12esimo anno al 15esimo anno allora l’importo sarà sempre di 10.000€, come se il club d’arrivo fosse di quarto livello.
Il secondo contro-bilanciamento alle sentenza Bosman contenuto nel regolamento è il Contributo di Solidarietà. Questo è diverso dall’Indennità perché non riguarda il primo contratto professionistico bensì, quando un calciatore viene acquistato onerosamente da un club di nazione diversa prima della scadenza del suo contratto, le società che hanno contribuito alla sua istruzione e formazione ricevono (anche qui entro 30 giorni) una somma dal società di destinazione. Più specificamente ricevono una parte del 5% della transazione, suddiviso con le altri società di formazione in cui ha militato dai 12 ai 23 anni di età il calciatore. Quelle in cui è stato tesserato fra 12 e 15 anni ricevono il 5% del 5% (0,25) per ogni anno in cui è stato tesserato e dai 16 ai 23 il 10% del 5% (0,5). Se entro 18 mesi dal trasferimento non è possibile rintracciare o stabilire un legame con alcune delle società che hanno formato il calciatore, che sia perché non esistono più o per altre ragioni, sia il Contributo di Solidarietà che, se applicabile, l’Indennità di Formazione dovranno essere corrisposti alla federazione per aiutare lo sviluppo del settore giovanile.
Edoardo Manni