Johan Cruijff: Innovatore del calcio attraverso il concetto di spazio 

La storia di una leggenda che ha rivoluzionato il mondo del calcio attraverso concetti semplici ma  altrettanto efficaci, intendendo il calcio come assoluta libertà creativa. 

Giocare a calcio è semplice, ma giocare un calcio semplice è la cosa più difficile” 

Johan Cruijff (1947-2016), non è stato solamente un grandissimo calciatore, è stato la massima espressione  di un nuovo modo di interpretare il calcio moderno, ispirando generazioni di giocatori e allenatori, anticipando soprattutto il modo di fare calcio, come lo conosciamo oggi, attraverso una filosofia innovativa. 

Il CALCIO TOTALE: Una filosofia rivoluzionaria 

Negli anni ’70 con l’Ajax di Rinus Michels, Cruijff diventa il fulcro e il simbolo del Calcio Totale. Un sistema  in cui, ogni giocatore, poteva occupare qualsiasi ruolo e la squadra muoversi come un unico organismo.  

Cruijff era il motore di tutto questo e il leader, non a caso tra il 1971 e il 1973, l’Ajax vinse tre Coppe dei Campioni consecutive, colpendo soprattutto per il modo in cui giocava: pressing alto, possesso palla e  triangolazioni continue.  

Ecco forse, sta proprio qui l’essenza di questo nuovo modo di interpretare il calcio, attraverso il concetto di  spazio, in cui ogni singolo giocatore, sapeva come muoversi, per trovarsi al posto giusto e al momento  giusto nell’azione.  

Barcellona: Il Dream Team 

Prima come giocatore, poi soprattutto come allenatore, negli anni ’90, costruisce la vera e propria  leggenda: Il Dream Team. Sotto la sua guida, porta il Barcellona a vincere la Coppa dei Campioni del 1992, imponendo una nuova filosofia di gioco, attraverso il possesso, il pressing elevato e soprattutto la  creatività, anticipando di fatto, la maniera di interpretare il calcio oggi: da Guardiola a Luis Henrique, da  Xavi e Iniesta come interpreti, possesso palla, spazi stretti, passaggi rapidi e controllo del ritmo, un Calcio  Totale appunto. 

“Cruijff non ha solo giocato a calcio ma lo ha reinventato.” 

Una curiosità, il numero di maglia che indossava, il 14, in un’epoca in cui i numeri andavano dall’1 all’11,  sottolinea quanto fosse aventi con i tempi. 

In conclusione, Johan Cruijff, ha aggiunto al calcio quel qualcosa in più, rendendolo più bello, più divertente  e soprattutto più creativo.  

Giacomo Montesano