LA FIGURA DEL DIRETTORE SPORTIVO NEL CALCIO

Simone Cavanna

Il ruolo del Direttore Sportivo (anche conosciuto come Manager del calcio), figura oggi molto ambita e di rilevata importanza, viene legittimato come lavoro sportivo professionista grazie all’emanazione della legge 23 marzo 1981 N.81.

Fu proprio grazie a tale riforma che il ruolo del Direttore Sportivo iniziò a prendere forma a 360 gradi, arrivando, dopo circa mezzo secolo, ad avere il controllo su tantissimi aspetti legati ad una società calcistica.

Fino agli anni Settanta i compiti del Direttore sportivo erano ricoperti da Presidenti, allenatori e presunti talent scout.

Fondamentali, oltre a preparazione, tecniche di linguaggio ed un ottimo savoir fare, per un direttore sportivo, sono: forti competenze tecniche – mirate conoscenze economico-finanziarie – ottime strategie organizzative – profonda conoscenza normativa – destrezza nel socializzare ed affermarsi pubblicamente (public-relation).

Inoltre, il DS, rappresenta il collante tra la società, la dirigenza e la squadra: è colui che cerca di fare da garante per mantenere equilibrio tra queste tre fondamentali parti di una società calcistica.

Infine, il Direttore Sportivo gestisce i rapporti contrattuali di giocatori ed allenatori e gestisce le trattative con le altre società su acquisti, vendite ed eventuali scambi e contropartite negli affari durante le sessioni di calciomercato.

Il DS supervisiona anche diverse aree tecniche di una società sportiva consolidata, che sono sotto le sue responsabilità, e a quelle dell’allenatore: coordina, oltre alla prima squadra, anche il settore giovanile, l’area degli osservatori, le strutture medico-sanitarie (fisioterapia, riabilitazioni varie ecc), l’area scouting, con questi sempre più presenti e fondamentali per la crescita tecnica di una squadra e le affiliazioni, ossia collaborazioni di grandi realtà con altre, decisamente più piccole, che vengono sponsorizzate dalla prima.

Per poter svolgere il ruolo di Direttore Sportivo bisogna iscriversi all’elenco speciale dopo il conseguimento dell’abilitazione a Coverciano settore tecnico FIGC.

Non possono iscriversi: incarico di sindaco di società – qualunque incarico procuratorio – attività di calciatore o tesserato in altro ruolo federale.

L’iscrizione all’elenco speciale comporta lo status di tesserato della FIGC e consegue al rilascio di diploma di abilitazione, superati i corsi organizzati dal settore tecnico (Coverciano).

L’iscrizione all’elenco speciale da parte di coloro che hanno conseguito l’abilitazione avviene sulla base di formale richiesta da presentarsi entro tre anni dal conseguimento del titolo. I requisiti sono: residenza in Italia – godimento dei diritti civili – non essere dichiarati inabilitati, interdetti o falliti – non avere pene detentive per delitti non colposi – non avere ricevuto provvedimenti di ogni rango da parte della FIGC.

Il Direttore Sportivo deve essere abile nel creare un network con società, procuratori, agenti FIFA, aziende, stampa ed altri stakeholder.

Facendolo, deve mantenere un altissimo livello di comunicazione con tutti gli stakeholder, anche tramite importanti trattative di sponsorizzazione e promuovendo la propria notorietà.

Al giorno d’oggi, periodo storico dove in Italia mancano giovani talenti (e questo viene fuori maggiormente con le ormai sempre più numerose esclusioni dell’Italia dai campionati del mondo di Calcio), il DS è importante che strutturi un vivaio competitivo per la sostenibilità a lungo termine del club: formare giovani promettenti dal proprio vivaio anziché acquistarli produce un risparmio economico e la speranza di formare il giovane talento secondo i propri obiettivi, con la possibilità, qualora questo si affermasse, di massimizzare ricavando alte cifre di denaro dalla sua eventuale vendita (lo acquisto a poco formandolo o lo formo direttamente io, lo faccio crescere calcisticamente creando un talento, ed infine vendo questo talento massimizzando quindi i ricavi dopo aver ridotto enormemente le spese, avendolo “costruito in casa”, portando quindi un’importantissima plusvalenza nelle casse della società).

Il DS supervisione anche i cosiddetti “project management”, ossia progetti che vedono un’impresa complessa, la società calcistica in questo caso, che stila un obiettivo (scudetto, zona europea, salvezza ecc) pianificando scrupolosamente e fissando tempi e costi per raggiungerlo e concretizzarlo.

Questi “project management” viene stilato secondo dei processi, che generalmente sono: avvio – pianificazione – esecuzione – controllo e chiusura.

La fase di avvio è finalizzata all’approvazione del progetto: le parti devono stilare un documento denominato “project charter” ed inserire obiettivi, risultati intermedi, budget, vincoli e tempi.

Durante la pianificazione viene scomposto l’obiettivo generale in micro-obiettivi raggiungibili e controllabili.

L’esecuzione è la fase in cui si forniscono le prestazioni e si generano i “deliverable” ossia i risultati intermedi dello stesso progetto.

Quella del controllo è una fase importante perché valuta i dati confrontandoli con quanto pianificato, controllando eventuali scostamenti. In questa fase segue ripianificazione, se gli scostamenti sono di notevole importanza.

Per concludere, un progetto sportivo può definirsi terminato se tutti i risultati previsti sono realizzati ed accettati, sono state trasferite tutte le attività e sono stati assolti gli obblighi contrattuali.

Simone Cavanna