LA FIGURA DEL DIRETTORE SPORTIVO NEL CALCIO
Fra le diverse aree che contribuiscono alla costruzione e allo sviluppo di una società di calcio, professionistica o dilettantistica che essa sia, emerge quella sportiva, presieduta dalla figura del direttore sportivo, il quale si distingue dal dirigente principalmente per le specifiche zone di competenza: mentre il primo concentra la sua conoscenza e attività nel settore tecnico e in ambito di calciomercato, il secondo ha un ruolo più ampio, generico, con focus sugli aspetti manageriali di un club. Più precisamente, il direttore sportivo rappresenta il raccordo fra dirigenza, società e proprietà, è dunque la persona fisica che svolge per i club attività che riguardano l’assetto organizzativo e amministrativo degli stessi, compresa la gestione dei rapporti contrattuali e delle trattative con altre società, aventi come oggetto il trasferimento di calciatori e la stipula dei contratti, in conformità con il manuale UEFA. E’ peraltro un ruolo di recente istituzione in Italia, poiché nasce come mero esperto di calciomercato, e solo in seguito diventa una figura trasversale, che dispone di un ampio ventaglio di competenze:
- tecniche, per la creazione di una squadra e di uno staff tecnico abilitato
- metodologiche e organizzative, per la gestione dell’area medica e fisioterapica (strutture sanitarie, professionisti della materia e certificazioni di idoneità sportiva) e per consentire un dialogo con l’allenatore, costruendo una propria idea programmatoria calcistica e mostrando grande capacità di adattamento ai diversi scenari possibili
- di Public Relations, per la creazione di un network e per la gestione dell’area delle affiliazioni, nonché gemellaggi con le Academy e istituzione di sponsorship
- normative ed economico-finanziarie, per la stipula dei contratti di lavoro con gli sportivi e la gestione dei loro stipendi, recentemente introdotti anche nel mondo dilettantistico.
Qualora le risorse economiche del club di pertinenza lo consentano, il Ds può godere dell’ausilio del segretario generale, spesso abilitato anche a direttore sportivo, che si occupa principalmente dell’aspetto giuridico e normativo della società stessa. Ma quali sono le tappe del percorso che conduce al conseguimento del ruolo di direttore sportivo?Innanzitutto è necessario un corso base che fornisca i fondamentali teorici, da mettere poi in campo con l’esperienzialità, fondamentale in qualsiasi ambito del quotidiano; successivamente è possibile frequentare il corso di Collaboratore della Gestione Sportiva, che rilascia l’abilitazione fino alla Lega Nazionale Dilettanti, per poi procedere con l’ammissione al test di Coverciano, necessario per presentare la richiesta di iscrizione all’elenco speciale che consente, a chi ottiene l’incarico di direttore sportivo, di essere automaticamente tesserato presso la Figc. Nel settore professionistico tale iscrizione è vietata a:
- possessori di una società
- coloro che svolgono un incarico procuratorio
- allenatori e calciatori, quindi tesserati in altri ruoli federali, fino al termine della stagione sportiva (1 luglio-30 giugno)
- interdetti, inabilitati o detentori di pene
L’esercizio senza titolo di tale attività comporta il divieto di partecipazione ai corsi da uno a tre anni.
Compito del Ds è inoltre quello di incrementare il livello di talento, nonchè chiunque sappia fare la differenza, all’interno di una squadra, attraverso un percorso che miri alla valorizzazione dei vivai e che richiede la presenza di un management serio che consenta un investimento iniziale, un marketing di supporto importante, un alto livello di comunicazione che trasmetta esternamente il progetto, un forte scouting sul territorio e a video, un allenatore con idee chiare che sposino quelle del club, la consapevolezza che i sacrifici del ragazzo possano essere premiati e un external network management, ossia una rete di società collegate, utile anche alla segnalazione di atleti.
Per concludere, il direttore sportivo è la figura per eccellenza che funge da asse fra società e allenatore, e a tal proposito è necessario che sia in grado di portare, ovunque vada, tre elementi chiave che conducono la sua figura e il club che egli stesso rappresenta al successo: progetto, idea e identità.