La Sentenza Bosman ha cambiato il calcio?Quando si parla della sentenza Bosman, molti tendono ancora oggi a ricordarla come un evento controverso, che avrebbe scatenato il caos nel mercato dei trasferimenti e destabilizzato l’equilibrio competitivo del calcio europeo. A parere del sottoscritto, invece, bisogna sottolineare come la sentenza Bosman abbia rappresentato una svolta epocale e assolutamente necessaria per modernizzare il calcio, rendendolo più giusto, più aperto e più rispettoso dei diritti dei calciatori. Prima della sentenza, un giocatore, anche a contratto scaduto, non poteva lasciare liberamente il proprio club senza che la nuova squadra pagasse un indennizzo. Questo tratteneva molti atleti contro la loro volontà, spesso in situazioni contrattuali sfavorevoli o addirittura ingiuste. La sentenza Bosman ha restituito ai calciatori il diritto di scegliere liberamente il proprio destino professionale, proprio come accade in qualunque altro settore lavorativo. Il calcio non è solo uno sport: è anche un lavoro, e come tale deve garantire i diritti fondamentali dei lavoratori. Inoltre questa sentenza ha rappresentato una spinta alla competitività e alla professionalizzazione del calcio europeo, spingendo le società a strutturarsi meglio sul piano manageriale. Il mercato dei trasferimenti è diventato più trasparente e competitivo, costringendo i club a investire nella valorizzazione dei talenti, nella formazione e nella programmazione a lungo termine. Inoltre, l’abolizione dei limiti ai giocatori comunitari ha portato a una maggiore circolazione di talenti, elevando il livello tecnico delle squadre e dei campionati. In ultima analisi, la sentenza Bosman ha contribuito a rendere il calcio più europeo. Ha favorito l’integrazione tra i campionati, ha ampliato la platea dei tifosi, ha reso possibile la nascita di grandi squadre internazionali che oggi attirano appassionati da tutto il mondo. Senza Bosman, probabilmente, non avremmo mai visto alcuni dei campioni che hanno fatto la storia recente del calcio militare in certi club o competere in certi contesti. Certo, non tutto è perfetto. La liberalizzazione ha anche favorito un’esplosione dei costi e delle distorsioni legate ai procuratori o alle clausole milionarie. Ma questi sono effetti collaterali di un sistema che ha bisogno di regolamentazioni più efficaci, non un motivo per rimpiangere un passato in cui i calciatori erano poco più che proprietà dei club. Sostenere la sentenza Bosman non significa ignorare le sue complessità. Significa, però, riconoscere che ha posto le basi per un calcio più equo e più in linea con i valori di libertà, mobilità e meritocrazia. Ha ridato potere ai calciatori, ha spinto i club a evolversi e ha reso il calcio europeo un modello per il resto del mondo. In un’epoca in cui si parla tanto di diritti e innovazione, la sentenza Bosman non solo ha rivoluzionato il calcio: lo ha portato nel futuro.
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Domande Frequenti
La forza del Master dell’Università del Calcio è nel suo corpo docenti: esperti riconosciuti dall’allenamento ai media, dal management alla procura, dalla medicina sportiva al marketing. La grande intuizione del direttore didattico Mario Sconcerti è stata di riunire in un unico percorso formativo professionisti di provata esperienza, che hanno lavorato per società come Milan, Juventus. Inter e Roma e testate come Corriere dello Sport, Sky, Tuttosport, Rai, Mediaset e Corriere della Sera. Questo lo rende l’unico corso oggi in Italia che offre ai suoi studenti un approfondito confronto con volti noti che lavorano in questo settore da decenni.
L’Università del Calcio è l’ORIGINALE, il primo master completo sul football nato in Italia ed è l’unico che per l’alta formazione riconosciutale ha avuto il patrocinio CONI e FIGC. Ad oggi ci sono chiaramente molti tentativi di imitazione, ma nessuno ha la nostra identità, l’esperienza formativa accumulata negli anni e soprattutto due caratteristiche fondamentali: la forza dell’eccellenza dei nostri docenti e la struttura “stage” unica in Italia.
Siamo stati i primi a nascere in Italia con un master sulla formazione nel calcio e le prime due cose alle quali abbiamo messo mano sono state la scelta dei docenti, che dovevano essere i numeri uno italiani, materia per materia e la possibilità che i nostri corsisti dopo la formazione potessero avere una strada preferenziale in modo da mettere subito in pratica la didattica acquisita in aula. Abbiamo quindi creato stage esclusivi con partner seri ed importanti. Ad oggi i nostri corsisti possono fare stage di gestione della direzione sportiva, scouting, match analyst e molto altro. Abbiamo partner in Italia ed all’estero, dove ultimamente abbiamo aperto un nuovo percorso di collaborazione con le accademy di Porto e Valencia. Uno dei nostri stage è con il gruppo di Gianluca Di Marzio, per la parte media, un altro garantito a tutti con la nostra piattaforma scouting Soccer Global Group, legata ad agenti sportivi italiani ed internazionali.
Noi non prendiamo in giro nessuno. Non abbiamo mai promesso lavoro come altri master. Sappiamo tutti che nessun corso di laurea, diploma od altro può garantire lavoro. Garantiamo la più alta formazione e se vi applicherete con estrema forza e passione otterrete certamente importanti risultati. Ad oggi in tanti anni contiamo già molte decine di nostri corsisti inseriti in vari livelli nel mondo del calcio. Noi vi formiamo, il ricambio generazionale farà il resto.
Ad oggi abbiamo formato più di 700 ragazzi. Abbiamo una statistica di quasi il 38% che ha trovato occupazione a livello di società dilettanti, professionistiche, alcuni presso agenti sportivi, società di scouting e di match analysis.
La statistica è basata semplicemente sulle informazioni che riceviamo dai stessi nostri corsisi che ci informano quando hanno trovato una occupazione. Abbiamo inoltre una chat su whatsapp dal nome UDCLUB , nel quale ci sono tutti i nostri alunni e nella quale scriviamo aggiornamenti ed anche richieste che riceviamo da società che cercano personale. Una occasione in più per inserirvi nel mondo calcio.
Al termine del corso rilasciamo l’Attestato dell’Università del Calcio con nomi dei docenti e delle materie di studio ed il diploma Nazionale ASI, ente sportivo riconosciuto dal CONI e del quale siamo master ufficiale. Verranno altresì rilasciati gli attestati di stage effettuati con società calcistiche o partner istituzionali.
Rilasciamo inoltre a chi volesse continuare dopo il master , passando direttamente al secondo anno del corso di laurea di mediazione linguistica indirizzo azienda calcio i 45 crediti che vi consentiranno di proseguire il corso di studi come detto passando direttamente all’anno successivo della triennale.
MEDIAZIONE LINGUISTICA - CLASSE DI LAUREA L12
INDIRIZZO: AZIENDA CALCIO
Autorizzazione decreto Direttoriale MIUR
Uniscentia Accademy
College International Studies
MARIO SCONCERTI
L’Università del Calcio nasce 10 anni fa sotto
la direzione didattica di Mario Sconcerti
e le sue scelte formative resteranno
il nostro punto di forza.
Da oggi intendiamo ricordarlo intitolando
al nostro Mario il master dell’Università del Calcio.
MARIO GIUNTA
Giornalista televisivo italiano è uno dei volti principali di Sky Sport, occupandosi del Tg giornaliero e dei speciali legati alle coppe internazionali di club.
È uno dei volti giovani più apprezzati del mondo media calcistico e nostro direttore della sede di Milano,
sita a pochi metri proprio dalla sede di Sky Italia.