Ci sono storie calcistiche che meritano di essere raccontate e questa è proprio una di
quelle. Una squadra rimasta nella leggenda del calcio inglese e del football mondiale ,
capace di chiudere una stagione da imbattuta fregiandosi del titolo di campioni
d’Inghilterra con lo score di 26 vittorie , 12 pareggi e ben 0 sconfitte.
L’Arsenal 2003-2004 capace di realizzare quest’impresa è un progetto con una solida
base che pone le sue radici nel 1996, anno in cui viene assunto come allenatore Arsène
Wenger, il primo allenatore non britannico della storia dei gunners. Il suo arrivo nel nord di
Londra rappresenta infatti il primo , fondamentale mattone per creare un iconico ciclo che
avrà il suo culmine nella stagione passata alla storia, appunto ,come quella degli
Invincibili.
Già negli anni passati l’Arsenal aveva vinto due campionati e due FA CUP con il francese
in panchina, stagione 1997/98 e 2001/2002, grazie alla sua lungimiranza nei confronti dei
giovani talenti e della sua idea di calcio offensiva e spettacolare unita a idee rivoluzionarie
sul piano dell’allenamento e dell’alimentazione.
Furono introdotte nuove metodologie di :
- allenamento, scouting ,formazione dei giovani e rivalutazione di calciatori
provenienti da altri contesti - nuova dieta basata su riso, carne bianca, integratori B6 e B12
- rimozione di alcool, carne rossa, dolci
Inizialmente queste idee vennero accolte con scetticismo anche da molti giocatori, poiché
rivoluzionava il loro allenamento e la loro alimentazione, ma portarono ottimi risultati e
miglioramenti fin da subito che fecero crescere la fiducia nei confronti del tecnico.
Le rivoluzioni non si limitarono ai soli aspetti di campo. In quegli anni tra i vertici del club si
comincia infatti a discutere della possibilità di dare alla squadra una nuova casa. Lo stadio
di Highbury, per quanto iconico e ricco di storia, non permetteva di tenere testa agli altri
grandi club che stavano costruendo impianti moderni e molto più capienti. Nel 2006 infatti
l’Arsenal si trasferì nel nuovo e moderno Emirates Stadium, costruito a 500 metri dalla
vecchia struttura.
Tutti questi lungimiranti cambiamenti effettuati nel corso degli anni furono il preludio al
miglior Arsenal di sempre.
Siamo agli inizi della stagione 2003/2004, e l’Arsenal si presenta ai nastri di partenza dopo
aver concluso il campionato al secondo posto, pur essendo stato a lungo in testa. Un
campionato perso a scapito del Manchester United, quando nel finale di stagione i
Gunners ebbero un calo di forma, e andarono incontro a un periodo senza vittorie che
spense ogni speranza di vittoria della Premier League. L’unica consolazione fu la vittoria
della FA Cup contro il Southampton.
Wenger chiese ai suoi giocatori del perché avessero perso il titolo nella scorsa stagione e
la risposta della squadra fu unanime : colpa sua perché gli aveva messo addosso troppa
pressione.
Il tecnico nonostante la risposta era consapevole del fatto che la sua squadra sarebbe
stata capace di vincere il campionato, poiché aveva portato una mentalità vincente
grazie a un progetto basato su idee e convinzioni forti in grado di tenere testa ai
club rivali, sempre più ricchi e forti di campioni ( Man United , Chelsea).
Infatti nella sua prima conferenza stampa disse molto profeticamente:
“Vinceremo il campionato senza perdere nemmeno una partita, da imbattuti. Non
sono arrogante e non ho nessun timore a fare questa dichiarazione. Nel calcio la
cosa che ti può rendere totalmente felice e soddisfatto è appunto vincere un
campionato da imbattuto”.
Wenger schierava la sua squadra e basava il gioco su un 4-4-2 i cui punti di forza erano:
- ritmo
- fluidità
- creatività e movimenti delle due punte e dei due esterni
- inserimento dei centrocampisti
- sovrapposizioni dei terzini, in particolare a sinistra, che sfruttavano il movimento a
rientrare degli esterni - difesa composta da giocatori molto veloci che permettevano alla squadra di alzare
il proprio baricentro
Il portiere titolare era Lehmann, che garantiva sicurezza e trasmetteva tranquillità al suo
reparto difensivo. Ed era bravo a farsi trovare un po’ più avanti di quanto abituale, per
intercettare i lanci verso le punte degli avversari.
I due difensori centrali erano Kolo Touré e Sol Campbell, con il primo che spesso si
alzava in mediana per favorire l’uscita dal basso
I due terzini Ashley Cole e il camerunense Lauren spingevano lungo le fasce. In
particolare Cole, il terzino britannico mostrò al mondo le sue fantastiche qualità di
difensore di spinta sulla fascia sinistra.
Il centrocampo era un connubio di forza fisica e classe cristallina il cui emblema era il
capitano, Patrick Vieira , affiancato dal mediano brasiliano Gilberto Silva. Vieira oltre ad
avere ottime capacità di intercetto e copertura in fase di non possesso, riusciva a rendersi
pericoloso guidando la palla verso le zone offensive o inserendosi senza palla , il
brasiliano Silva aveva compiti maggiormente difensivi poiché agiva infatti più a copertura
dei due centrali di difesa, ma era anche importante in fase di costruzione.
I due esterni erano a destra lo svedese Ljungberg , a sinistra il fantasista francese Pirès.
Proprio il giocatore francese, assieme al già citato Cole costituì una catena di sinistra
irresistibile, che fu uno dei motivi principali che portò al successo la squadra di Londra.
L’attacco era composto da due giocatori fenomenali che portavano in campo fantasia ,
tenacia, forza e la capacità di concretizzare e allo stesso modo implementare il gioco che
la squadra costruiva per loro: Dennis Bergkamp e Thierry Henry.
Facevano parte della rosa anche giocatori come : Ray Parlour, il giovane spagnolo José
Antonio Reyes, Edu, Pascal Cygan, Clichy, il campione d’Europa Wiltord, Nwankwo
Kanu, Keown, Aliadière, David Bentley e Justin Hoyte.
Un 11 titolare che non poteva e soprattutto non doveva temere nessuno, grazie anche alla
panchina, dalla quale uscivano buoni giocatori che diedero un apporto fondamentale alla
squadra. Cygan in difesa, a centrocampo due giocatori eclettici ed efficaci che potevano
giocare sia come esterni che come centrali: Edu e Parlour. In attacco, soprattutto
quando si doveva ribaltare il risultato, venivano inseriti anche Wiltord e Reyes. In
avanti Henry era intoccabile, partendo da titolare in tutte le 38 partite di campionato.
L’attaccante olandese Bergkamp invece doveva rifiatare di tanto in tanto e lo faceva
grazie a Wiltord e in alcuni casi a Kanu.
Il piano tattico consisteva in una fase di non possesso dove Bergkamp e Henry
andavano in pressione sui due centrali difensivi avversari , mentre il resto della
squadra proteggeva la porta con due linee da quattro. Pirès e Ljungberg, insieme a
Vieira, andavano in pressione per portare all’errore oppure costringere al lancio
lungo gli avversari, mentre Gilberto Silva restava maggiormente in copertura, così
come i due terzini.
In fase di possesso l’Arsenal attaccava in contropiede con Henry che rimaneva in
posizione avanzata per sfruttare l’uno contro uno, o con Bergkamp che poteva
ricevere tra le linee e organizzare la transizione. I due esterni tagliavano verso
l’interno, in particolare a sinistra, per favorire le discese dei terzini, e infine Vieira ,
che oltre essere riferimento a centrocampo guidava la palla verso le zone offensive
ed effettuava inserimenti costanti.
Questo assetto tattico permise all’Arsenal di concludere il campionato con il miglior
attacco con 73 gol realizzati e soprattutto miglior difesa con soli 26 gol subiti.
Il trascinatore della squadra fu Thierry Henry, che chiuse la stagione da
capocannoniere con 30 reti. Il francese spesso si defilava sulla sinistra per poi inserirsi
centralmente, o concludeva l’azione con il tiro dalla distanza o riceveva in corsa i cross
dall’esterno verso l’area di rigore.
Il campionato degli invincibili si svolse senza particolari difficoltà, furono però quattro le
partite chiave nella rincorsa al titolo:
1) “Battle of Old Trafford “ 21 Settembre 2003 . Nella casa del Manchester United le
due squadre pareggiano 0-0 in una partita che verrà ricordata per un mix di gomitate,
spinte, tackle ed entrate a palla lontana. Vieira viene espulso per un fallo di reazione ai
danni di Van Nistelrooij rimediando la seconda ammonizione della sua partita, lasciando
l’Arsenal in dieci e scatenando una rissa tra i giocatori. Nei minuti di recupero, per fallo di
Keown ai danni di Forlán viene fischiato un rigore a favore del Manchester. Dal dischetto si
presenta proprio van Nistelrooij, il cui tiro però sbatte contro la traversa, con Keown che gli
esulta in faccia. Un minuto dopo la partita termina e Keown, torna a esultare davanti
all’attaccante che questa volta lo colpisce. A questo si aggiungono la spinta di Lauren e gli
insulti di Cole e Touré, che scatenano la furia dei giocatori di casa per un grosso caos
finale.
2) La vittoria a Stamford Bridge contro il Chelsea del 21 febbraio. Il risultato fu
importantissimo in quanto gli uomini di Wenger si trovarono in svantaggio dopo pochi
secondi di gioco a causa del gol siglato dal Chelsea a soli 27 secondi dall’inizio del match.
I gunners però non si fecero abbattere e trovarono il pareggio grazie ad un bel gol di
Patrick Vieira. Dopo soli sei minuti Edu ribaltò definitivamente il risultato regalando la
vittoria all’Arsenal
3) La vittoria casalinga contro il Liverpool per 4-2 del 9 Aprile. Questa partita può
essere considerata la migliore espressione calcistica dell’Arsenal di quell’anno. I Gunners
vanno due volte sotto, ma riescono a ribaltarla grazie a una grande prestazione di squadra
e del solito scatenato Thierry Henry, che mette a segno una meravigliosa tripletta. Questa
vittoria assume un significato simbolico in quanto l’Arsenal era stato appena eliminato sia
in Champions che in FA Cup, in uno dei momenti più difficili della stagione.
4) La partita del titolo contro i rivali storici del Tottenham. Un pareggio per 2-2 firmato
Vieira e Pirès che consegnò all’Arsenal il titolo di campioni d’Inghilterra proprio davanti ai
rivali del nord di Londra , un sogno che diventa realtà.
Dopo il titolo conquistato seguirono altre 4 partite (2 vittorie,2 pareggi) che permetteranno
all’Arsenal di chiudere il campionato da imbattuto, diventando la prima e al momento unica
squadra a riuscirci nella storia della Premier League, guadagnandosi così l’appellativo
rimasto allo storia di ‘Invincibles’.
Un’impresa leggendaria per quella che è stata nominata nel 2012 la squadra più
forte dei primi vent’anni di Premier League. Un gruppo di uomini guidati da un manager
francese che ha scritto una pagina storica del calcio d’oltremanica, talmente unica che da
quel momento nessuno è più riuscito a conquistare un campionato con la maglia dei
Gunners.
L’imbattibilità dell’Arsenal venne violata nella stagione seguente dal Manchester United,
dopo una serie di 49 risultati utili consecutivi , ma la squadra venne consegnata alla storia
così come la celebriamo oggi.