L’osservatore calcistico e lo Scouting

Nel calcio moderno, fatto di investimenti, algoritmi, analisi creazione e ricerca di giovani talenti, c’è ancora una figura che fa la differenza con intuito e idee: l’osservatore calcistico. L’osservatore è l’occhio invisibile della società, il cui compito è scovare talenti e nel suo piccolo contribuire a costruire il futuro del club per il quale lavora.

L’osservatore lavora all’interno dell’area scouting di una società sportiva, spesso coordinata dal direttore sportivo o dal responsabile scouting. Club di primo livello investono molto in reti di osservatori distribuite sul territorio regionale, nazionale e internazionale, ma ormai la figura dello scout è riscontrabile anche in contesti dilettantistici.

Il ruolo principale è individuare giocatori funzionali al progetto tecnico della squadra, valutandone qualità, margini di crescita, personalità e adattabilità. Non si tratta solo di di analizzare una sola partita di quel determinato giocatore, ma di valutare determinati contesti più volte: movimenti senza palla, tecnica e tattica e atteggiamenti comportamentali.

L’osservatore durante la visione di una partita deve:

  • Analizzare i giocatori in campo, i titolari e anche i subentranti
  • Annotare potenziali giocatori interessanti
  • Scrivere report dettagliati su singoli giocatori
  • Valutare le differenze tra profili simili
  • Monitorare costantemente nel tempo i giocatori individuati (non basta mai una sola partita)
  • IL REPORT

Il report di scouting è uno strumento tecnico fondamentale: contiene dati anagrafici, ruolo, caratteristiche fisiche, qualità tecniche, intelligenza tattica, aspetti mentali e una valutazione complessiva con potenziale di crescita.

  • COME DIVENTARE OSSERVATORE?

Diventare osservatore calcistico richiede una combinazione di competenze tecniche e trasversali, tra cui intuizioni, visione, sensazioni soggettive e buone capacità riassuntive e poi deve acquisire nel tempo capacità di relazione e costruzione di rapporti con le società e la conseguente creazione di una rete di conoscenze territoriali e non.

Sempre più spesso l’osservatore affianca all’esperienza sul campo l’uso di dati statistici avanzati e software di analisi. Tuttavia, l’intuizione resta una componente centrale: i numeri aiutano, ma non sostituiranno mai lo sguardo e la visione dal vivo di un talento.

  • LE INTUIZIONI 

Molti campioni sono stati scoperti grazie alla capacità degli osservatori che hanno visto del potenziale e creduto in loro quando erano ancora erano talenti sconosciuti e non completamente formati. La differenza tra un buon prospetto e un futuro professionista sta nella capacità di leggere il potenziale e la possibile crescita futura, non solo la prestazione del momento e le giocate fatte in soli 90 minuti.

  • RUOLO SEMPRE PIU’ CENTRALE

Negli ultimi anni la figura degli osservatori si è evoluta. Oggi l’osservatore lavora spesso in team che includono numerosi scout e il loro lavoro è integrato da analisi dei video e piattaforme di data analyst, che completano il lavoro e spesso aiutano i team di scouting a visionare aspetti e dati che l’occhio umano magari non nota. L’obiettivo è ridurre il margine di errore nelle valutazioni e rendere la selezione sempre più facile con pochi rischi o conseguenti minori margini d’errore.

Dunque la figura dell’osservatore calcistico, spesso sottovalutata e sotto traccia, rimarrà a mio avviso fondamentale e di importanza assoluta nella costruzione del talento e nella crescita interna di ogni club e società calcistica. 

Matteo Grassini