L’osservatore (o scout) è il professionista incaricato di individuare e valutare calciatori per conto di una società sportiva, una federazione o anche un’agenzia.
Sempre più club decidono di investire in strutture di scouting perchè la selezione di future promesse potrebbe sempre cambiare una partita, una stagione o un’epoca magari. È chiaro che determinati professionisti risultano decisivi, e tra di essi alcuni hanno anche metodi differenti di lavoro, come chi segue dal vivo, chi tramite video e chi integra con una delle due cose anche ulteriori piattaforme di analisi dati, molto prese in considerazione al giorno d’oggi. Indipendentemente dal metodo lavorativo, l’obiettivo di un osservatore è uno solo: fornire una valutazione completa e affidabile.
Le caratteristiche di uno scout
Ma come riconosco un buon osservatore calcistico? Dalla passione? Dall’attenzione che mette nei dettagli? Sicuramente queste sono parti fondamentali che ricoprono questo ruolo ma non le uniche che lo rendono completo. Andiamo a vedere altre sezioni essenziali che fanno parte del bagaglio che ogni scout porta con se: in primis la competenza tecnico-tattica, dunque la conoscenza di moduli, principi di gioco e particolari richieste dell’allenatore. È chiaro che la mia valutazione di un giocatore può cambiare totalmente se lo vedo giocare fuori ruolo o in un modulo che il mister prova per la prima volta in stagione.
In seguito, molto importante è la capacità di analisi, senza la quale probabilmente avremmo un pensiero ancora più confuso di un giocatore. Un buon osservatore riesce a notare la differenza tra l’episodio che coinvolge l’atleta e la continuità che invece lo identifica, così come la prodezza dalla vera efficacia di quella giocata, sempre nella maniera più chiara possibile. Oltre alla chiarezza nel giudizio non può mancare l’oggettività, spesso in contrasto con le emozioni; alcuni possono “innamorarsi” di un giocatore ma le impressioni che si possono avere devono essere messe da parte per lasciar spazio ai fatti concreti, alla prestazione nel complessivo, non soffermandosi solo su quello che di buono si è visto. Per concludere, potremmo elencare come ultima caratteristica la valutazione del potenziale di crescita che un giovane atleta può sviluppare, quindi avere una visione prospettica di quello che potrà essere in futuro, non basandosi solo sul presente e giocando anche d’intuito.
Gli “strumenti” principali per valutare
Entrando maggiormente nel dettaglio analizzeremo i vari accorgimenti che ci permetteranno di essere “completi”, per un report coi fiocchi. Una delle prime cose appuntate è sicuramente la valutazione tecnica: verranno considerati aspetti come l’utilizzo del piede debole, il controllo palla, la qualità nel passaggio e nel tiro. Tutte cose che accomunano qualsiasi giocatore, ma che non tutti sanno eseguire in maniera ordinata e tranquilla, a maggior ragione sotto pressione. Altra componente rilevante è la lettura tattica, con la quale possiamo capire in parte il livello dell’atleta che stiamo valutando, basandoci su aspetti come lo smarcamento, i tempi di inserimento, la comprensione delle fasi di gioco o la duttilità che egli può esprimere. Tutto ciò dipende molto anche dagli aspetti fisico-atletici che al giorno d’oggi sembrano determinare maggiormente l’analisi che si va a fare: l’intensità è visibilmente aumentata, il calcio moderno gode di maggiore velocità, resistenza e forza. Tutte queste caratteristiche però alla fine risultano nulle se non è presente una componente mentale, la quale spesso fa la differenza. Un talento senza stabilità difficilmente regge il salto di categoria, e lo si può notare nella reazione ad un errore, nell’atteggiamento che ha verso compagni e staff ma anche in certe situazioni extra campo. Tutte queste cose, che possiamo ritenere in parte più soggettive, possono essere anche affiancate da dati concreti e analisi numeriche che non sostituiranno mai l’occhio dell’osservatore ma completeranno o confermeranno ciò che si è esaminato. Alla fine di tutto ciò il direttore sportivo deve poter leggere un report e capire subito se il profilo è coerente con il progetto tecnico, per questo motivo ogni scelta presa risulta un investimento e ogni investimento comporta ad un rischio: la competenza di un buon osservatore, che impara ad osservare con metodo e non solo passione, riduce al minimo quel rischio e di conseguenza non può che portare gioia e profitto a tutti.
VISIERI MATTEO