“MARKETING CALCISTICO” PERCHE’ E’ DIVERSO DA TUTTI GLI ALTRI MARKETING ?

Il marketing nel settore calcistico possiede caratteristiche peculiari che lo rendono profondamente diverso dalle strategie adottate in altri ambiti commerciali; si tratta, infatti, di un contesto in cui gli aspetti emotivi, identitari e culturali assumono un ruolo centrale, trasformando il tifoso da semplice consumatore a parte integrante di una comunità. 

La relazione tra club e pubblico non si basa soltanto sulla fruizione di un prodotto, ma sulla condivisione di valori e tradizioni che spesso accompagnano l’individuo per tutto l’arco della vita. La passione dei tifosi, in particolare, va oltre, perché rappresenta una questione di identità, di appartenenza a una comunità, che ha una propria cultura e proprie tradizioni radicate in secoli di storia. 

Questo legame viscerale costituisce il punto di partenza per qualsiasi attività di marketing, poiché non può semplicemente basarsi su motivazioni economiche, ma deve saper intercettare e alimentare continuamente la passione dei sostenitori, al fine di rafforzare questo senso di appartenenza. 

In buona sostanza, gli sponsor e i marchi devono sapere come allinearsi a questi valori, devono rispettare un determinato retaggio emotivo e storico, per costruire un brand che diventa quasi un’entità di culto, un simbolo che va oltre l’azienda o la persona dietro il club.

In tal senso, molteplici sono oggi i canali con cui può manifestarsi il coinvolgimento dei tifosi di calcio, da sempre considerati tra i più fedeli e appassionati, persone che spendono il proprio tempo, emozioni e denaro per sostenere la squadra; non si tratta solo, come in passato, di assicurarsi la loro presenza allo stadio, ma rivestono un ruolo importante anche l’interazione sui social network, le attività di merchandising, la partecipazione a eventi e iniziative promosse dal club. 

Tale partecipazione costante impone alle società calcistiche di mantenere un dialogo attivo e quotidiano con la propria fanbase, creando contenuti e opportunità di interazione che portano alla costruzione di una vera e propria “fan experience”, vale a dire un insieme di attività e servizi pensati per rafforzare la relazione emotiva e il senso di appartenenza al club.

Ovviamente, parti integranti di questo sistema sono sia i calciatori, in quanto la loro immagine è sempre più utilizzata non solo per attrarre consumatori e promuovere prodotti e stili di vita, ma anche per creare un legame diretto con il pubblico, sia, come detto il Merchandising, in quanto maglie, sciarpe, cappellini e altri prodotti legati alla squadra non sono semplicemente oggetti, ma diventano veri e propri simboli di appartenenza, ragion per cui marketing nel calcio quindi non si limita solo a promuovere il gioco, ma anche a creare e vendere “oggetti di culto” che fanno parte dell’identità del tifoso.

Va, inoltre, considerato che il calcio:

– è uno degli sport con la maggiore esposizione mediatica al mondo, visto che le partite vengono trasmesse in diretta su milioni di canali e piattaforme, creando enormi opportunità per gli sponsor;

– offre un prodotto imprevedibile, visto che la prestazione ed il risultato sportivo non sono controllabili e possono influenzare in modo significativo la percezione del brand e il livello di engagement dei tifosi;

– è diventato un fenomeno globale, dove molte squadre, soprattutto quelle europee, possono beneficiare di una fanbase che va ben oltre i confini nazionali;

– è un settore caratterizzato da una rete complessa di stakeholder: tifosi, sponsor, media, giocatori, staff tecnico, istituzioni e comunità locali. 

Ecco quindi che, per i responsabili marketing diventa essenziale sfruttare correttamente il contesto e il momento giusto, per evitare che le campagne possono risultare poco efficaci o addirittura dannose per l’immagine del marchio, come pure sviluppare strategie estremamente flessibili, capaci di adattarsi rapidamente tanto ai momenti di successo quanto a quelli di crisi del club calcistico; questo elemento di incertezza costituisce una sfida ma anche un’opportunità, poiché consente di creare narrazioni sempre nuove e coinvolgenti.

Al contempo la globalizzazione del fenomeno calcio, comporta che le strategie di marketing debbano adattarsi a una vasta gamma di culture e preferenze, di esigenze e comportamenti di consumo diversi; 

oltretutto, devono trovare un punto di equilibrio tra interessi diversi, ciascuno dei quali partecipa alla costruzione dell’immagine e del valore del club. 

In quest’ottica, la società calcistica diventa un brand globale, capace di attrarre partnership internazionali, espandere la propria notorietà in mercati lontani e instaurare relazioni con milioni di persone in tutto il mondo.

In conclusione, il marketing nel calcio è un mix complesso di emozioni, tradizioni, globalizzazione, media, e tecniche avanzate di coinvolgimento. 

Quello che lo rende unico è che non si tratta solo di vendere un prodotto, ma di vendere un’esperienza che è profondamente legata all’identità del tifoso e alla passione per il gioco. 

Il successo in questo settore dipende dalla capacità di navigare in queste dinamiche emotive e culturali, mantenendo un equilibrio tra il business e l’autenticità che i tifosi cercano.

Giancarlo De Girolamo

Giancarlo De Girolamo