Il marketing calcistico rappresenta un fenomeno unico nel panorama sportivo e commerciale. A differenza di altri settori, non si limita a promuovere un prodotto, ma deve valorizzare un contenuto profondamente emotivo: la passione dei tifosi. Il calcio non è solo intrattenimento, ma appartenenza, identità, tradizione. Questo comporta che le strategie di marketing nel calcio debbano adattarsi a un pubblico estremamente coinvolto e spesso imprevedibile, perché il valore percepito dell’esperienza dipende in larga parte dai risultati sportivi.Un ulteriore elemento che rende il marketing calcistico diverso dagli altri è il fatto che il “prodotto” non è controllabile. Una squadra non può garantire la vittoria, e questo influisce su affluenza allo stadio, vendite di merchandising e interesse generale. Le società devono quindi creare valore aggiunto attraverso iniziative, comunicazione digitale, branding, partnership e servizi dedicati, per mantenere elevato l’interesse anche nei momenti più difficili Una fonte di ricavi fondamentale per le società calcistiche moderne è rappresentata dai diritti televisivi. Oggi le partite sono distribuite su più piattaforme: ad esempio, in Serie A, 10 partite sono trasmesse da DAZN, mentre 3 sono in coesclusiva con Sky. Questa frammentazione consente di aumentare la competizione tra gli operatori e di ottenere accordi più remunerativi. In passato, però, il sistema era completamente diverso: le aziende televisive non compravano i diritti dalla Lega, ma negoziavano separatamente con ogni singola squadra. Questo creava un enorme squilibrio, perché le società più seguite – le cosiddette “big” – generavano da sole circa il 90% del valore complessivo, lasciando poca parte alle squadre minori. La centralizzazione dei diritti, introdotta successivamente, ha reso il sistema più equo e ha permesso a tutte le società di beneficiare di ricavi più stabili e distribuiti.Il confronto tra Italia e Stati Uniti mette in luce ulteriormente le peculiarità del marketing calcistico. In Italia l’affluenza negli stadi è decisamente influenzata dai risultati: più la squadra vince, più il pubblico aumenta, e viceversa. Lo stadio è vissuto soprattutto come luogo di tifo, e meno come luogo di intrattenimento complessivo.Negli Stati Uniti, invece, gli sport principali – come football americano, basket e baseball – sono costruiti come veri e propri spettacoli. L’evento attira non solo tifosi, ma anche famiglie, turisti e persone interessate all’esperienza in sé. Il Super Bowl rappresenta la massima espressione di questo modello: un evento mediatico globale, dove i biglietti più costosi diventano un simbolo di status.Inoltre gli sport americani sono strutturati con molte più pause e intervalli, favorendo consumo di cibo, bevande e prodotti durante l’evento. Questo genera ricavi enormi e costanti, molto superiori rispetto a quelli possibili nel calcio, dove il ritmo continuo della partita limita queste opportunitàDal mio punto di vista, il calcio dovrebbe essere molto più accessibile per tutti, soprattutto dal punto di vista dei diritti televisivi. Oggi per seguire una sola squadra, soprattutto se partecipa alle coppe europee, una persona è spesso costretta ad abbonarsi a più servizi: Sky, DAZN, Prime Video. Questo significa spendere cifre elevate semplicemente per poter vedere le partite, e secondo me va contro lo spirito popolare del calcio. Uno sport nato per il popolo non dovrebbe diventare un lusso per pochi; sarebbe necessario riorganizzare il sistema per garantire un accesso più semplice e meno costoso, mantenendo viva la
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Domande Frequenti
La forza del Master dell’Università del Calcio è nel suo corpo docenti: esperti riconosciuti dall’allenamento ai media, dal management alla procura, dalla medicina sportiva al marketing. La grande intuizione del direttore didattico Mario Sconcerti è stata di riunire in un unico percorso formativo professionisti di provata esperienza, che hanno lavorato per società come Milan, Juventus. Inter e Roma e testate come Corriere dello Sport, Sky, Tuttosport, Rai, Mediaset e Corriere della Sera. Questo lo rende l’unico corso oggi in Italia che offre ai suoi studenti un approfondito confronto con volti noti che lavorano in questo settore da decenni.
L’Università del Calcio è l’ORIGINALE, il primo master completo sul football nato in Italia ed è l’unico che per l’alta formazione riconosciutale ha avuto il patrocinio CONI e FIGC. Ad oggi ci sono chiaramente molti tentativi di imitazione, ma nessuno ha la nostra identità, l’esperienza formativa accumulata negli anni e soprattutto due caratteristiche fondamentali: la forza dell’eccellenza dei nostri docenti e la struttura “stage” unica in Italia.
Siamo stati i primi a nascere in Italia con un master sulla formazione nel calcio e le prime due cose alle quali abbiamo messo mano sono state la scelta dei docenti, che dovevano essere i numeri uno italiani, materia per materia e la possibilità che i nostri corsisti dopo la formazione potessero avere una strada preferenziale in modo da mettere subito in pratica la didattica acquisita in aula. Abbiamo quindi creato stage esclusivi con partner seri ed importanti. Ad oggi i nostri corsisti possono fare stage di gestione della direzione sportiva, scouting, match analyst e molto altro. Abbiamo partner in Italia ed all’estero, dove ultimamente abbiamo aperto un nuovo percorso di collaborazione con le accademy di Porto e Valencia. Uno dei nostri stage è con il gruppo di Gianluca Di Marzio, per la parte media, un altro garantito a tutti con la nostra piattaforma scouting Soccer Global Group, legata ad agenti sportivi italiani ed internazionali.
Noi non prendiamo in giro nessuno. Non abbiamo mai promesso lavoro come altri master. Sappiamo tutti che nessun corso di laurea, diploma od altro può garantire lavoro. Garantiamo la più alta formazione e se vi applicherete con estrema forza e passione otterrete certamente importanti risultati. Ad oggi in tanti anni contiamo già molte decine di nostri corsisti inseriti in vari livelli nel mondo del calcio. Noi vi formiamo, il ricambio generazionale farà il resto.
Ad oggi abbiamo formato più di 700 ragazzi. Abbiamo una statistica di quasi il 38% che ha trovato occupazione a livello di società dilettanti, professionistiche, alcuni presso agenti sportivi, società di scouting e di match analysis.
La statistica è basata semplicemente sulle informazioni che riceviamo dai stessi nostri corsisi che ci informano quando hanno trovato una occupazione. Abbiamo inoltre una chat su whatsapp dal nome UDCLUB , nel quale ci sono tutti i nostri alunni e nella quale scriviamo aggiornamenti ed anche richieste che riceviamo da società che cercano personale. Una occasione in più per inserirvi nel mondo calcio.
Al termine del corso rilasciamo l’Attestato dell’Università del Calcio con nomi dei docenti e delle materie di studio ed il diploma Nazionale ASI, ente sportivo riconosciuto dal CONI e del quale siamo master ufficiale. Verranno altresì rilasciati gli attestati di stage effettuati con società calcistiche o partner istituzionali.
Rilasciamo inoltre a chi volesse continuare dopo il master , passando direttamente al secondo anno del corso di laurea di mediazione linguistica indirizzo azienda calcio i 45 crediti che vi consentiranno di proseguire il corso di studi come detto passando direttamente all’anno successivo della triennale.
MEDIAZIONE LINGUISTICA - CLASSE DI LAUREA L12
INDIRIZZO: AZIENDA CALCIO
Autorizzazione decreto Direttoriale MIUR
Uniscentia Accademy
College International Studies
MARIO SCONCERTI
L’Università del Calcio nasce 10 anni fa sotto
la direzione didattica di Mario Sconcerti
e le sue scelte formative resteranno
il nostro punto di forza.
Da oggi intendiamo ricordarlo intitolando
al nostro Mario il master dell’Università del Calcio.
MARIO GIUNTA
Giornalista televisivo italiano è uno dei volti principali di Sky Sport, occupandosi del Tg giornaliero e dei speciali legati alle coppe internazionali di club.
È uno dei volti giovani più apprezzati del mondo media calcistico e nostro direttore della sede di Milano,
sita a pochi metri proprio dalla sede di Sky Italia.