Come valutare il regolamento status trasferimento calciatori in un ottica di ritorno alle società che costruiscono il talento:
Attraverso l’indennità di formazione e il contributo di solidarietà che vengono introdotte come contro-bilanciamento della sentenza Bosman.
L’indennità di formazione consiste in un indennizzo economico in favore delle società che hanno contribuito alla formazione del calciatore dal 12esimo al 23esimo anno di età. Deve essere corrisposta soltanto alla firma del primo contratto da professionista su due nazioni diverse del calciatore e deve essere pagata dalla società che tessera il calciatore entro 30 giorni dalla data del tesseramento. La somma da corrispondere viene calcolata in modo proporzionale tenendo conto del periodo di formazione di ciascuna società. Per calcolare l’indennità di formazione le società sono classificate in 4 categorie a secondo degli investimenti sostenuti nel settore:
Categoria 1: 90.000€
Categoria 2: 60.000€
Categoria 3: 30.000€
Categoria 4: 10.000€
Per garantire che i costi della formazione non raggiungano cifre irragionevoli tra il 12esimo e il 15esimo anno di età sono sempre classificati 4 categoria (10.000€)
Per quanto riguarda il contributo di solidarietà invece viene corrisposto quando un calciatore professionista sotto contratto viene acquistato a titolo temporaneo o definitivo da una società di un’altra nazione. Deve essere pagato entro 30 giorni a tutte le società che hanno tesserato il calciatore tra il 12esimo e il 23esimo anno di età.
Il 5% del costo del cartellino (montante) viene trattenuto e così distribuito alle società:
- Dal 12esimo al 15esimo hanno il 5% del 5%
- Dal 16esimo al al 23esimo hanno il 10% del 5%
Qualora non si riuscisse a rintracciare una società il compenso viene corrisposto alla federazione di appartenenza della stessa come contributo per lo sviluppo del settore giovanile
VASSALLO PAOLO
Il marketing è l’insieme delle attività che servono a far conoscere e vendere un prodotto, un servizio o un brand. Il marketing calcistico, però, è diverso dal marketing classico, perché il calcio è un fenomeno sociale e culturale che coinvolge milioni di persone e richiede strategie particolari.
La prima differenza riguarda il prodotto. Nel marketing calcistico il prodotto è intangibile, cioè non è un oggetto fisico. È fatto di emozioni, passione, identità e legame con una squadra e con i suoi tifosi. Nel marketing classico, invece, il prodotto è tangibile. Il valore dipende dalle sue caratteristiche, dalla qualità e dal prezzo.
Anche le fonti di ricavo sono diverse. Nel marketing calcistico i guadagni arrivano soprattutto dai diritti televisivi, dalle sponsorizzazioni, dalla vendita di biglietti e abbonamenti, dal merchandising e da eventi o attività dedicate ai tifosi. Nel marketing classico, invece, i ricavi arrivano principalmente dalla vendita del prodotto o del servizio.
Un’altra differenza importante riguarda i risultati. Nel calcio, i risultati sportivi influenzano molto il marketing: una vittoria, una sconfitta o l’acquisto di un grande giocatore possono cambiare velocemente la percezione del club e le sue vendite. Nel marketing classico, invece, la percezione del prodotto non cambia così rapidamente e rimane più stabile nel tempo.
In conclusione, anche se il marketing calcistico e quello classico seguono gli stessi principi base, si differenziano per il tipo di prodotto, per il pubblico, per le fonti di ricavo e per il modo in cui i risultati influenzano la loro efficacia.
Il calcio richiede un approccio molto emotivo e basato sulla comunità, mentre il marketing classico si basa più sulla logica, sulle caratteristiche del prodotto e sui bisogni dei consumatori.
Russo Lorenzo
Quando si parla di Marketing i l mio primo esempio che mi viene in mente è quello di un
prodotto conosciuto in tutto il mondo e che non ha bisogno né di presentazione né di
pubblicità: la Coca-Cola. E un marchio che esiste da più di un secolo, cambia il
packaging, i l formato, i colori delle confezioni m a il prodotto con il suo gusto è sempre lo
stesso, riconoscibile e d immutato, caratterizzando uno status symbol.
Perché questo inizio d i presentazione? Quale riferimento può paragonarsi al marketing
calcistico?
L e mie riflessioni i n maniera decisa sul titolo di questo compito confermano che, s e in
una presentazione di una bevanda l’interno è sempre lo stesso, la presentazione del
prodotto calcio è nettamente diversa perché presenta tanti servizi non soltanto sempre
diversi, ma intercambiabili nel loro genere per l a crescita del prodotto in sé stesso. Per
servizi, mi riferisco all’infrastruttura dello stadio che accoglie innumerevoli tifosi che
hanno un unico denominatore comune, overo vincere. Questo istinto porta
psicologicamente al consumo non soltanto di forze, ma di prodotti, di alimenti e
bevande. Quindi oltre alla vendita del prodotto vi è la possibilità di creare l’evento
vendendo i propri servizi e incassando diversi ricavi. Il marketing calcistico è diverso da
ogni altro tipo di marketing perché non vende un oggetto o prodotto standard ma è un
prodotto vivo e variabile.
Vi sono diverse caratteristiche comuni del marketing calcistico all’interno dello stadio,
quali:
i consumo
- interruzione primo-secondo tempo,
- pubblicità,
- Gadget
- vendita biglietti
- S p o n s o r i z z a z i o n i
Massima fonte del business dei club di calcio sono i diritti televisivi che hanno dato vita
a i massimi ricavi a club di società di calcio. - Nunzio Scuderi