MARKETING NEL CALCIO. PERCHE’ E’ DIVERSO?

Secondo me il marketing calcistico è diverso da qualsiasi altro tipo di

marketing perché ha a che fare con qualcosa che nessun altro settore può

davvero “comprare”: la passione. Quando una persona segue una squadra

di calcio, non si comporta come un normale cliente che valuta un prodotto,

confronta i prezzi e poi decide. Il tifoso è coinvolto emotivamente, vive la

squadra quasi come una parte della sua identità. E questo cambia

completamente le regole del gioco. Nel calcio non vendi solo una maglia o

un biglietto: vendi un’appartenenza, un’emozione che dura novanta minuti

ma che in realtà accompagna il tifoso tutta la settimana. È per questo che,

secondo me, il marketing calcistico deve essere molto più sensibile e

creativo di quello tradizionale.

Quando penso al ruolo del responsabile marketing di una società, mi viene

in mente Marco Canigiani della Lazio, che spesso viene citato come

esempio di come si lavora davvero in questo settore. Da quello che

abbiamo avuto modo di capire a lezione, si capisce quanto il marketing di

un club debba occuparsi di mille aspetti diversi: dai biglietti alle

sponsorizzazioni, dal merchandising agli eventi speciali. E in una realtà

come la Lazio non è tutto semplice, perché non avendo lo stadio di

proprietà non puoi gestire pienamente certi ricavi come vorresti. Canigiani

parla spesso anche della sfida di far crescere l’area merchandising in un

contesto dove esistono tanti venditori abusivi fuori dallo stadio, che

complicano il lavoro di chi cerca di valorizzare il brand ufficiale.

Insomma, è un lavoro in cui devi essere stratega ma anche un po’

psicologo dei tifosi.

VINCENZO PULCRANO