Lo hanno chiamato Comandante, il professore della tattica. Maurizio
Sarri ha scritto una pagina importante della storia del calcio
italiano, pur vincendo, non ha segnato il suo percorso con grandi
successi sportivi ma ha lasciato segni noti e apprezzati dagli
appassionati, con originalità e innovazione applicate sul campo.
“Il percorso”
Dal basso…
• Ha iniziato ad allenare in categorie minori come la Seconda
Categoria con lo Stia.
• Successivamente, ha guidato il Cavriglia e l’Antella dalla
Promozione all’Eccellenza.
• Ha condotto poi la Sansovino dalla Eccellenza alla promozione
in Serie C2.
• In seguito è arrivato il debutto nel calcio professionistico
con la Sangiovannese, portandola in Serie C1 nel 2003-2004.
Verso l’alto…
1. Nei primi anni allena squadre dalla serie C alla B come
Pescara, Arezzo, Avellino, Verona, Perugia e Grosseto, ha
avuto esperienze anche al Sorrento e all’Alessandria,
ottenendo un terzo posto e i play-off per la promozione in
Serie B con quest’ultima.
2. Arriva la chiamata dell’Empoli in serie B con cui conquista la
massima serie in due anni, salvandosi alla prima stagione in A
con ben quattro giornate di anticipo.
3. Ecco Napoli! Il vero salto di qualità del tecnico toscano.
Ottiene due secondi posti ed un terzo in tre anni di guida sulla
panchina degli azzurri. Migliora molti record della società
partenopea: punti (86 punti), vittorie in campionato (26) e reti
segnate in un campionato a venti squadre (94).
4. Si continua verso Londra…Chelsea (vince un’europa league nel
2019).5. Torniamo in italia, arriva alla Juve con cui vince uno
scudetto (2020) per poi spostarsi a Roma, lato lazio, dove il
tecnico si trova attualmente dopo essere tornato da un anno
mezzo di assenza.
“Maniacale e meticoloso”
Analizziamo…
Il gioco di Sarri si basa su un 4-3-3, caratterizzato da un possesso palla prolungato e
costruzione dal basso attraverso passaggi corti e veloci.
La squadra utilizza una linea difensiva alta e cerca di recuperare palla immediatamente
nella metà campo avversaria (gegenpressing).
In fase offensiva, si cerca la verticalizzazione verso gli esterni o la punta centrale, con i
terzini che partecipano attivamente alla manovra.
L’importanza del play:
Il playmaker è il regista che gestisce il gioco tramite un possesso palla costante e
passaggi precisi per disorganizzare la pressione avversaria e creare opportunità.
Questo ruolo è fondamentale per il “calcio champagne” di Sarri, dove la costruzione dal
basso e il controllo del centrocampo sono cruciali. Esempio di giocatore lampante che
ha ricoperto questo ruolo è Jorginho sia al Chelsea che al Napoli.
Sarri è descritto come un allenatore meticoloso e maniacale, che cura ogni aspetto del
gioco e nonostante questa sua rigidità sul campo riesce sempre a guadagnare la stima
dei suoi giocatori che ne apprezzano il lavoro.
Punti di forza e punti deboli
| Gioco offensivo e organizzato | Gestione statica | |
| Pressing e riaggressione | Vulnerabile sui contropiedi | |
| Qualità offensiva e automatismi Prevedibilità | ||
“Curiosità”
1. Uso del drone: Sarri è stato, almeno in Italia, uno dei primo ad usare la
tecnologia in allenamento per migliorare l’analisi della squadra. A Napoli
ha utilizzato i droni durante le sedute di tattica con l’obiettivo di registrare i
movimenti dei suoi giocatori dall’alto e poi mostrarli in sala video.2. “Mister 33”: è il soprannome di mister Sarri, che deriva dal fatto che, il
tecnico utilizzasse ben 33 schemi di gioco diversi ai tempi della Sansovino.
Questo soprannome descrive la sua grande preparazione tattica e la sua
scrupolosa cura dei dettagli.
3. Allenatore “vecchio stampo”: Non ci sono profili social ufficiali di Maurizio
Sarri. La sua scelta di stare lontano dai social media è coerente con una
filosofia che privilegia la privacy e una completa dedizione al lavoro di
allenatore.
4.Dalla banca al calcio: Ha lavorato per oltre dieci anni come bancario prima di
diventare allenatore professionista e spinto dalla sua folle passione decide
di dedicarsi interamente al calcio nel 2002.
“La sigaretta”
Maurizio Sarri è noto per essere un forte fumatore di sigarette. Durante il suo periodo al
Chelsea, i media avevano stimato che fumasse circa ottanta sigarette al giorno, ma a
causa delle dure regole inglesi il fumo era vietato, e lui era solito accendere una sigaretta
appena possibile.
Il suo amore per il fumo è diventato un tratto distintivo, tanto che la Lazio, nel suo
annuncio ufficiale, ha utilizzato l’immagine di una sigaretta.
Un Uomo di calcio scoperto forse troppo tardi ma che in pochi anni e riuscito a mettere
in mostre le sue enormi competenze accompagnate da sacrificio e passione con un
enorme cavalcata che lo hanno portato ai massimi livelli europei e della sua Italia.
“Lavoravo in banca ma non alleno per caso”