L’eccezione
Avete presente il discorso che l’allenatore vi ha fatto fin dai primi calci al pallone e che poi vi è stato riproposto ogni singolo anno della vostra carriera, a qualunque livello e che poi vi è stato ripetuto, anche da soggetti diversi, in ogni ambito della vostra vita? Ma si dai…. Come non ricordarlo…Parlo della necessità di lavorare duro, di impegnarsi al massimo, di comportarsi seriamente, applicando, in ogni ambito, la teoria dell’impegno e della disciplina, come unico strumento per emergere e per raggiungere ogni obiettivo, dentro e fuori dal campo…Beh… Paul John Gascoigne è stato l’esatto modello contrario. Personaggio controverso, dal talento cristallino, in cui, il fisico da Pub e gli addominali da bancone, si contrapponevano ad una classe cristallina, una visione totale del campo fatta di giocate illuminanti e tipica grinta inglese.Personaggio istrionico che incarnava la gioia di giocare al calcio, croce e delizia di tutti i suoi allenatori e compagni squadra. In campo illuminava fuori deragliava…Impossibile non ricordare l’alternanza dei media nel descrivere il personaggio, esaltandolo nel rettangolo di gioco per poi distruggerlo per i comportamenti extra calcistici. Io lo ho amato, con tutte le sue contraddizioni, è stato, per me, rappresentativo di un’era, in cui molto spesso, più i piedi erano buoni…più la testa era matta…Leggere di lui non ti annoiava mai, anche quando pensavi di averle viste tutte, era sempre capace di stupirti ancora, con una giocata meravigliosa o, ancor piu spesso, con l’ennesima follia di uomo…Mi manchi Paul e con te quel calcio spensierato e pieno di talento che non tornerà più.
Ascesa e declino
La carriera di un campione, genio e indisciplina. Per capire il Gascoigne calciatore, bisogna necessariamente ripercorrere la sua storia di uomo, perché alla base di tanti comportamenti, di tante contraddizioni e di tanto talento parzialmente inesploso c’è un mondo personale che lo ha segnato profondamente. Fin da bambino la sua vita è stata segnata da eventi traumatici, perdita di persone care ed è stata piena di dipendenze e traumi difficili da superare totalmente. In campo era un personaggio istrionico e fantasioso, univa tecnica e carisma ma soprattutto si divertiva e faceva divertire. Il suo approccio al calcio è stato inversamente proporzionale agli eventi della sua vita privata, ha donato risate e spensieratezza come a fare da contraltare al buio e alla depressione che lo avvolgevano fuori dal campo L’alcool, le droghe, l’ansia l’hanno portato al baratro più volte, ma grazie al calcio e alla sua allegria contagiosa ne è uscito più volte, perdendo sempre un pezzetto di se, fino ad essere, ahimè, surclassato definitivamente a fine carriera. Il calciatore Paul non poteva non prendersi la scena, era un trascinatore totale in campo e nello spogliatoio, alla sua presenza nessuno poteva stare tranquillo, lo scherzo, il dispetto, la cazzata erano sempre dietro l’angolo. Per raccontare le sue imprese, tra verità e leggenda, non basterebbe un libro, ma lui è così, diavolo e acqua santa, che ha saputo regalare grande calcio e aneddoti irripetibili, interiorizzando il dolore ed i suoi demoni, fino ad implodere nei suoi vizi e nelle sue dipendenze. La sua uscita di scena è stata da comparsa, sparendo dal palcoscenico senza lasciare traccia, quasi a voler lasciare al mondo l’immagine delle sue follie e dei suoi spettacoli e a tenere e trattenere per se, al suo interno, le tragedie, le sofferenze e gli strazi che lo hanno sempre accompagnato. Secondo me, anche nella sua dipartita, ha mostrato un grande altruismo, come in campo, ha dato il meglio agli altri, trattenendo il peggio per se interiorizzandolo fino a portarlo vicino alla distruzione. Ti voglio bene “Gazza”, non ti dimenticherò mai.