UNIVERSITA’ DEL CALCIO RIFLESSIONI SUL MARKETING CALCISTICO.LE DIFFERENZE

Il marketing calcistico si differenzia dal marketing tradizionale principalmente per la

natura del “prodotto” e per il tipo di rapporto che si crea con il pubblico. Nel marketing

tradizionale si promuovono beni o servizi concreti, come automobili, vestiti o alimenti,

e il consumatore sceglie in base a criteri razionali come il prezzo, la qualità o la

convenienza. Nel calcio, invece, ciò che si “vende” è un’emozione: la passione per una

squadra, l’esperienza di una partita, il senso di appartenenza a una comunità di tifosi.

Un’altra grande differenza riguarda il pubblico di riferimento. Nel marketing tradizionale

il cliente può facilmente cambiare marca se non è soddisfatto; nel calcio, invece, il

tifoso è legato alla propria squadra da un vincolo emotivo profondo. Questa fedeltà è

quasi assoluta e dura nel tempo, indipendentemente dai risultati sportivi. Per questo

motivo, il marketing calcistico non punta tanto a convincere nuovi “clienti”, ma a

coinvolgere e mantenere viva la passione dei tifosi già esistenti.

Anche la comunicazione assume un ruolo particolare. Mentre il marketing tradizionale

si concentra su messaggi razionali e persuasivi (“compra perché ti conviene”), quello

calcistico utilizza un linguaggio emotivo e simbolico, basato su valori, storia e identità

del club (es. il Barcellona come “mas che un club”) Le campagne sono spesso

costruite come vere e proprie narrazioni che rafforzano il legame tra squadra e tifosi.

Infine, gli obiettivi economici e i canali di ricavo sono diversi. Le aziende tradizionali

guadagnano principalmente dalla vendita dei propri prodotti, mentre le società

calcistiche generano profitti attraverso molteplici fonti: biglietti, merchandising,

sponsorizzazioni, diritti televisivi ed eventi. In sintesi, il marketing calcistico è unico

perché unisce emozione, appartenenza e spettacolo, trasformando la passione sportiva

in un potente strumento di comunicazione e di valore economico.

Francesco Cozzolino

Cosa differenzia il marketing calcistico da tutti gli altri tipi di marketing? Una differenza sostanziale e

importante è una: il calcio, oltre a essere una forma di business, è anche altro, è imprevedibile, è emozione

e soprattutto passione, questo, di fatto, influisce in maniera significativa sul concetto di marketing

applicato al calcio, perché entrano in gioco altri fattori che possono cambiare, in positivo o in negativo,

l’andamento del brand della società. E’ proprio questa imprevedibilità che gioca un ruolo importante nel

marketing calcistico, perché un semplice risultato può variare, dal punto di vista economico, tutto,

Un secondo punto importante è che nel marketing il consumatore sceglie il prodotto in base alle sue

esigenze personali, alla qualità e al prezzo. Nel calcio il consumatore è un tifoso ed è spesso coinvolto

emotivamente, ed è portato a sostenere la squadra indipendentemente dai risultati ottenuti dalla stessa.

La sua fedeltà alla squadra è profonda e ferma alle tradizioni sia familiari che del territorio. Quindi nel

marketing calcistico spesso la domanda e l’offerta reagiscono in modo molto debole.

Un altro punto importante è che il marketing calcistico è gestito dai Club ed è formato da diritti televisivi,

sponsor, biglietti e gadget. Tutto questo è sensibilmente influenzato dalle prestazioni sportive della

squadra, e i ricavi possono aumentare e diminuire in maniera notevole. E’ proprio per questi fattori che il

marketing calcistico deve avere una continua capacità di adattamento e strategie per poter attenuare

eventuali rischi.

Concludendo si può dire che il marketing calcistico va a braccetto con il lato economico e il lato emotivo

rendendolo notevolmente diverso dagli altri. Però è proprio questa fusione di strategia e emozione a

renderlo unico e affascinante.

Giacomo Montesano

Cozzolino, Montesano