SCOUTING CALCISTICO

   L’attività di scouting non è una semplice osservazione, ma un’analisi metodica che poggia su quattro pilastri fondamentali: la soggettività (l’occhio clinico del professionista), la qualità dell’analisi, l’empatia nel comprendere il contesto umano e una profonda passione per il gioco. Per operare ad alti livelli, l’osservatore calcistico – a mio avviso – deve possedere specifiche attitudini e una solida base tecnica: un’estrema attenzione ai dettagli, spirito di sacrificio,  capacità di sintesi e una gestione flessibile del tempo. Sono inoltre indispensabili la disponibilità a viaggiare, la conoscenza dei principali software di match-analysis, la padronanza della lingua inglese e un aggiornamento costante sui regolamenti federali.

   Il fine ultimo dello scouting è, infatti, la massimizzazione dell’investimento societario, riducendo al minimo il margine di errore tecnico ed economico attraverso:

  • L’individuazione di profili funzionali: ricerca di titolari pronti all’uso, giovani talenti capaci di generare plusvalenze o profili utili a completare la rosa;
  • Il rispetto dei parametri: allineamento costante alle richieste tattiche dell’allenatore e ai vincoli di budget imposti dal club;
  • L’analisi del mercato: la valutazione delle migliori opzioni tecnico-finanziarie e delle relative alternative

   Lo scout può prestare il proprio servizio per club, federazioni nazionali, agenzie, operando in due macroaree: l’Area Open (Prime Squadre, dai professionisti di Serie A, B e Lega Pro fino alle categorie dilettantistiche e territoriali) e il Settore Giovanile (dalla Primavera e Juniores sino alle categorie formative, dall’Under 14 all’Under 18).

   Prima di ogni match-day l’osservatore studia in anticipo ogni profilo, valuta l’impatto del meteo per adattarsi al clima e analizza le condizioni e le dimensioni del terreno di gioco. Una volta giunto sul posto, egli identifica la presenza di altri stakeholder (agenti, colleghi, dirigenti, ecc.) ed esamina il comportamento dei familiari – dal padre disinteressato o moderato alla madre esaltata o esagitata. Grazie alla distinta ufficiale – la vera “carta d’identità” della partita, che riporta l’undici titolare, la panchina, lo staff, il capitano e il vice, e i dati anagrafici dei tesserati – lo scout può iniziare ufficialmente il proprio lavoro, osservando con attenzione sin dai primi minuti del riscaldamento e proseguendo durante la gara, con un occhio di riguardo per i subentranti.

   In conclusione, analizzare un calciatore oggi (2026) significa – a mio giudizio – andare addirittura ben oltre il semplice tocco di palla. È un’indagine a 360 gradi che incrocia l’osservazione dal vivo, l’analisi dei dati e, non da ultimo, lo studio della digital footprint (impronta digitale) dello sportivo. I social media, infatti, sono diventati una finestra essenziale per valutarne professionalità e il carattere fuori dal campo, specialmente quando ci si confronta con i ragazzi. Questi giovani utilizzano i propri profili per condividere sessioni di allenamento, successi e momenti della propria quotidianità agonistica, offrendo materiale prezioso per una valutazione comportamentale.

   Tornando al discorso dello scouting: alla fine l’allenatore vince la partita della domenica, ma è lo scout che, nell’ombra e nel silenzio delle tribune di periferia, a volte sotto l’ombrello, progetta i trionfi del prossimo decennio.

Angela Salvi

di Angela Salvi