SCOUTING CALCISTICO

Uno scouting calcistico è colui che assiste alle partite per conto dei club

o delle agenzie per le quali lavora cercando di raccogliere informazioni

inerenti alle performance di calciatori e/o giovani calciatori, cercando di

individuare le loro caratteristiche fisiche, tecniche, tattiche e mentali.

Lo scouting deve svolgere il proprio mestiere con passione, avendo molta

empatia perché spesso si trova a relazionarsi con giovani talenti, ancora

immaturi, dove il saperci fare regna sovrano, in un’età, la loro, dove i vizi e

le tentazioni negative sono dietro l’angolo. Deve inoltre cercare di essere

il più soggettivo possibile lavorando sulla qualità dei ragazzi e non sulla

quantità.

Un agente calcistico può trovare lavoro sia per squadre, che per

federazioni che, ancora, per agenzie di scouting.

Le categorie sono quelle inerenti alla struttura calcistica italiana: dalla

terza categoria alla prima categoria molto difficile sarebbe per uno

scouting, a meno che non ci sia qualche giovanissimo da visionare.

In Promozione, Eccellenza e Serie D c’è invece molto margine per

osservare, anche grazie all’obbligo che le squadre hanno di far giocare

giovani calciatori nell’11 titolare: questi, a mio umile parere, insieme alle

categorie giovanili, sono i migliori terreni per sondare e scovare qualche

potenziale talento da proporre ai vertici più alti del calcio italiano.

La Lega Pro, anche, potrebbe essere un ottimo tramite per andare alla

ricerca di qualche giovane talento pronto per fare un ulteriore salto di

qualità, sebbene sia un campionato molto fisico e già strutturato. Per

concludere, come noto, ci sono poi la Serie B e la Serie A.

Uno scouting, almeno inizialmente, lavora molto di più nell’osservare

partite giovanili, appuntando giocatori e sottolineando le loro

caratteristiche tecniche, tattiche, fisiche e mentali. Qua abbiamo, in

ordine: Primavera e Juniores, under 18, under 17, under 16, under 15 e

under 14.

Lo scouting deve osservare, con una costante e lucida concentrazione, le

partite dagli spalti tenendo in considerazione le dimensioni e le condizioni

del campo, il fattore meteo, l’empatia del mister e dello staff tecnico e non

deve farsi influenzare dai genitori (che spesso hanno un comportamento

fuori luogo), e da altri osservatori, procuratori e giornalisti presenti.

Ho già sottoscritto un paio di volte che, durante l’osservazione di una

partita e di uno o più calciatori, un bravo scouting deve tenere in

considerazione più caratteristiche:

quelle fisiche → statura, struttura, somatotipo e morfologia;

quelle atletiche → coordinazione, rapidità, velocità, elevazione,

forza, aggressività, sprint, duello aereo, scivolata, muscolatura,

postura ecc;-

quelle mentali → personalità e attitudine, intelligenza tattica,

leadership, concentrazione durante l’intera partita, sapere spronare

i compagni;

quelle tattiche → lucidità sia nella fase di possesso che in quella di

non possesso, transizioni rapide sia con la palla che a palla

scoperta, corretta posizione nei calci piazzati a sfavore, linea

difensiva costantemente seguita da tutto il reparto, muoversi con i

compagni ecc;

quelle tecniche → tecnica di base, gesto tecnico raffinato, abilità

nei calci piazzati, tocco rapido del pallone, visione di gioco, giocare

di prima ecc.

Infine, uno scouting, per un lavoro corretto e meticoloso ha sempre

bisogno di carta e penna, per annotare (ed evitare di dimenticare)

eventuali qualità e prestazioni di uno o più singoli, deve reperire e

conservare la distinta di gara da girare all’agenzia e da tenere per un

quadro ancor più completo di dati inerenti al giocatore (data di nascita,

capitano, numero ecc).

Deve inoltre essere sempre concentrato e per farlo è consigliato isolarsi o

comunque mettersi in una posizione defilata da genitori o altri spettatori

rumorosi.

Consigliato per l’osservatore è informarsi precedentemente sulla partita

(posizione in classifica, bomber della squadra, assistman, capitano ecc),

guardare il riscaldamento e prestare anche attenzione a chi subentra,

perché spesso sono proprio i più giovani, per categoria, ad entrare a gara

in corso e meritano la più lucida e coerente delle osservazioni.

Simone Cavanna.