CALCIO . TUTTO CAMBIA .LA SENTENZA BOSMAN

La sentenza Bosman, emessa nel 1995, ha rappresentato una svolta epocale per il mondo del calcio e per lo sport professionistico europeo in generale. Con questa decisione, i calciatori ottennero la libertà di trasferirsi in un altro club alla scadenza del contratto, senza che la società di provenienza potesse più richiedere un indennizzo. Inizialmente, fu una riforma vista come un grande passo avanti per i diritti dei giocatori, perché metteva fine a un sistema che spesso li legava alle società anche dopo la fine dei contratti. Tuttavia, col passare degli anni, la sentenza Bosman ha avuto anche conseguenze inaspettate. Secondo me, ha cambiato profondamente il calcio, non solo dal punto di vista contrattuale ma anche economico e gestionale. Ha aumentato il potere degli agenti sportivi, che oggi gestiscono gran parte delle trattative e spesso influenzano le scelte dei giocatori più dei club stessi. Gli agenti sono diventati figure centrali, capaci di spostare gli equilibri del mercato e di ottenere commissioni enormi, talvolta superiori al valore reale delle operazioni creando quindi un giro di soldi “extracalcistico”. Le società si trovano quindi a pagare non solo i calciatori, ma anche gli agenti, i quali gestiscono gli interessi in nome e per conto di quest’ultimi. In questo senso, pur partendo da un principio giusto (quello della libertà del lavoratore) la sentenza Bosman ha finito per creare un sistema in cui il potere economico e contrattuale si è spostato dalle società e dalle istituzioni sportive verso singoli procuratori e giocatori di alto livello. Oggi il calcio è molto più un business che uno sport e credo che parte di questa trasformazione derivi proprio da quella (giusta) sentenza.

Lorenzo Belisario

Personalmente mi ritengo favorevole alla sentenza Bosman, in quanto ha rappresentato una vera libertà per i calciatori, conferendo loro il diritto di scegliere il proprio futuro professionale. Grazie a questa decisione, i giocatori sono diventati anch’essi protagonisti consapevoli del loro lavoro e non più semplici “proprietà” dei club. Ritengo inoltre, che l’apertura del mercato ha favorito lo scambio culturale e tecnico tra i paesi, arricchendo il livello del gioco e dando unaopzione innovativa e diversa dalla classica di fare operazioni e sviluppare tipi di mercato ai club. La sentenza Bosman ha così contribuito a modernizzare il calcio, rendendolo più europeo, più libero e più umano. Ed è dimostrazione che anche nello sport, il rispetto dei diritti può andare di pari passo con il progresso.

Vittorio Consolo                                                                      

Belisario, Consolo