CALCIO. CALCIATORI: Trasferimento dei Calciatori in un’ottica di ritorno alle società che costruiscono il talento

Come valutare il Regolamento Status

Trasferimento dei Calciatori in un’ottica di

ritorno alle società che costruiscono il talento

Nel mondo del calcio moderno, il trasferimento dei giocatori non è solo un momento di mercato: è

un processo regolato da norme precise, che cercano di garantire equilibrio, trasparenza e tutela degli

interessi di tutte le parti coinvolte. Tra questi interessi, uno dei più importanti – ma spesso meno

visibili – è quello delle società che formano i giovani calciatori.

Il Regolamento sullo Status e Trasferimento dei Calciatori (RSTP), emanato dalla FIFA, include

infatti una serie di meccanismi pensati per riconoscere e ricompensare il lavoro dei club che

investono nella crescita del talento. Valutare l’efficacia di queste norme è fondamentale per capire

se il sistema attuale funziona davvero come dovrebbe.

1. Perché è importante premiare chi forma i giovani

Formare un calciatore richiede tempo, risorse e competenze. Le società giovanili – soprattutto le più

piccole – investono in:

• allenatori qualificati

• strutture e attrezzature

• percorsi educativi e di crescita personale

• sostegno economico alle famiglie con meno possibilità

Senza questi investimenti iniziali, molti dei calciatori che oggi brillano nei campionati più

importanti non avrebbero mai avuto la possibilità di emergere.

Per questo FIFA ha introdotto strumenti che permettono ai club formatori di ottenere un ritorno

economico quando il giocatore, ormai adulto, viene trasferito.

2. Gli strumenti del RSTP pensati per i club formatori

Il regolamento prevede in particolare due meccanismi:

• Il “Training Compensation” (indennità di formazione)

È un contributo dovuto quando un calciatore firma il suo primo contratto professionistico o quando

viene trasferito fino ai 23 anni di età.

Serve a compensare le società che hanno contribuito alla sua crescita dai 12 ai 21 anni.

• Il “Solidarity Mechanism” (meccanismo di solidarietà)Ogni volta che un giocatore professionista viene trasferito a titolo oneroso, una percentuale del

valore del trasferimento deve essere distribuita tra i club che lo hanno formato.

Questi strumenti non sono pensati come premi, ma come riconoscimento strutturale del percorso

formativo del calciatore.

3. Come valutare se il regolamento funziona davvero

Per capire se il RSTP offre un effettivo ritorno alle società che costruiscono il talento, si possono

analizzare alcuni aspetti chiave:

• Accessibilità e chiarezza delle procedure

Le norme devono essere comprensibili anche ai club piccoli, che spesso non dispongono di uffici

legali o amministrativi specializzati.

Se la procedura per richiedere un compenso è troppo complessa, il diritto rischia di restare solo

teorico.

• Tempistiche dei pagamenti

Il sistema è efficace solo se i pagamenti arrivano in modo puntuale.

Ritardi o contenziosi prolungati possono mettere in difficoltà società che contano molto su queste

entrate.

• Capacità di tracciare il percorso formativo del calciatore

È fondamentale che tutte le società aggiornino correttamente le registrazioni, altrimenti una parte

della storia formativa può andare perduta e con essa il diritto al compenso.

• Equità nella distribuzione delle somme

Un buon regolamento deve garantire che i club ricevano un ritorno proporzionato al reale contributo

formativo.

riconoscimento.

Più a lungo un giovane è stato cresciuto da una società, maggiore dovrebbe essere il

4. Le sfide attuali

Nonostante le buone intenzioni del regolamento, esistono alcune difficoltà:

• differenze tra federazioni nazionali nella gestione dei registri

• mancanza di risorse per seguire le procedure amministrative

• club che, pur avendone diritto, non reclamano i compensi

• trasferimenti internazionali complessi che generano controversieQueste criticità spingono molti osservatori a chiedere un sistema più automatizzato e trasparente.

5. Verso un sistema più efficiente e sostenibile

Negli ultimi anni sono emerse diverse proposte per migliorare il ritorno economico ai club

formatori, ad esempio:

• registri digitali unificati a livello mondiale

• procedure semplificate con calcolo automatico delle percentuali

• maggiore supporto alle società più piccole

• controlli più rigidi per evitare elusioni o underreporting nei trasferimenti

L’obiettivo è chiaro: rendere davvero sostenibile il lavoro delle società che scoprono e crescono i

futuri campioni.

Conclusione

Valutare il Regolamento sullo Status e Trasferimento dei Calciatori in un’ottica di ritorno alle

società formatrici significa chiedersi se il sistema attuale riesce a premiare chi investe nella base del

calcio.

Se il percorso viene sostenuto e riconosciuto, il calcio potrà continuare a produrre talenti in modo

equilibrato, inclusivo e sostenibile.

Andrea Giobbe

Andrea Giobbe