Il ruolo del giornalista è oggi profondamente cambiato rispetto ai
primi anni della sua carriera. La rivoluzione digitale e l’avvento di
Internet hanno letteralmente stravolto il mondo dell’informazione
ed il lavoro del giornalista. Il Web ha cambiato il modo ed i tempi
di fare informazione e comunicazione: oggi il giornalista non può
più prescindere dall’utilizzo di internet e dalla sua presenza sui
social media: grazie a tali strumenti chiunque può sapere le notizie
in tempo reale, elemento per cui anche e soprattutto il giornalista
deve essere presente sul web per intercettare le notizie, filtrare le
fonti certificando e diffondendo solo le notizie attendibili.L’impegno e di conseguenza l’ambizione del giornalista non deve
più essere quella di dare tutte le notizie possibili come una volta, ma
di scegliere solo quelle attendibili, utili e rilevanti per il proprio
pubblico nell’oceano di news pressoché infinito presente in rete.
Vediamo come si è evoluta il mondo del giornalismo, quale il ruolo
oggi dei diversi mezzi di informazione e come e dove deve collocarsi
il giornalista.
Il giornale cartaceo inteso alla vecchia maniera come pura fonte di
informazione primaria di fatti, risulta molto ridimensionato, posto
che la notizia pubblicata è nota e conosciuta da tutti. Basti pensare a
ciò che accadeva anche solo per quanto concerne il giornalismo
sportivo prima dell’avvento delle televisioni, di internet e dei social
media: un tempo erano attesissimi gli articoli delle grandi firme della
cronaca sportiva, ad esempio Gianni Brera, che con i suoi pezzi di
cronaca del Giro D’Italia sulla Gazzetta dello Sport, di 5-6000
battute, raccontava e descriveva minuziosamente quanto era
accaduto nella tappa della Corsa Rosa del giorno precedente. Veri e
propri racconti che avevano l’obiettivo di “trasportare” il lettore sulle
strade del Giro, riuscendoci, essendo delle vere e proprie “opere
d’arte” di cronaca sportiva. Ad oggi nessuno leggerebbe mai un
articolo di tali proporzioni, perché la cronaca e la descrizione pura e
semplice di un fatto, di un evento sportivo, non interessa più, perché
grazie alle televisioni, al web ed ai social, tutti possono non solo
informarsi, ma vedere partite, gare, ecc in tempo reale.
Lo stesso Biasin ha vissuto in prima persona la trasformazione del
ruolo del giornalista, potendo portarci una testimonianza diretta e
personale di quanto accaduto.All’inizio della carriera occupandosi prevalentemente di cronaca,
era costantemente a caccia di notizie frequentando il comune di
Milano armato di taccuino ed alla caccia di news da portare e
proporre alla redazione del giornale.
Reperite le notizie sul campo, si tenevano poi delle riunione in
redazione in cui veniva operata una selezione delle stesse, per poi
stabilirne i contenuti. Era poi la volta della scelta dei titoli e delle
immagini. Il team dei grafici stabiliva i criteri di impaginazione e
catenacci. Solo a quel punto si iniziava a scrivere gli articoli.
L’attività principe del giornalista quindi non era la scrittura, ma tutto
ciò che si trovava a monte, in primis la “caccia” stessa alla notizia e
la strutturazione degli articoli.
Epoca quindi in cui anche nelle stesse redazioni i ruoli e la
specializzazione dei vari reporter in vari ambiti erano ben distinti e
definiti, circostanza molto più sbiadita al giorno d’oggi. Il
giornalista inteso in senso stretto, era solo colui che si occupava di
trovare le notizie e scrivere per la carta stampata, potendo poi essere
una firma specializzata in cronaca nera, sport, attualità economia o
spettacolo. Non si occupava di radio, tv e internet, per cui vi erano
professionisti specializzati.
La rivoluzione di tale sistema di fare giornalismo e la cosiddetta
“crisi” della carta stampata è iniziata a partire dagli anni 2010.
L’avvento e la diffusione dei social risultarono decisivi per la
trasformazione del mondo dell’informazione. Il giornalista è da
intendersi ora in senso molto più ampio, non è solo colui che scrive
per la carta stampata, o che lavora in televisione e alla radio.L’obiettivo non diventa più infatti quello di scrivere lunghissime
“opere d’arte di cronaca”, o dare tutte le notizie, anzi. I contenuti
devono essere selezionati in base al proprio pubblico, dovendo
essere al tempo stesso sintetici ed in grado di portare notizie
interessanti al lettore in modo tale da creare interazione e dibattito
in modo istantaneo. Solo in questo modo e sapendo fare Tv, radio,
carta stampata, Web e Social il Giornalista può crearsi il proprio
pubblico. Un esempio di una notizia importante ed interessante per
un giornalista sportivo è il caso del Coming Out di Jankto, posto
che si tratta praticamente del primo caso di un calciatore in attività
che dichiari la propria omosessualità.
Tanto premesso non significa che sui giornali siano scomparsi i
pezzi di cronaca, nera o sportiva che sia, ma che non troveremo più
articoli esageratamente lunghi e con una descrizione pedissequa di
tutti i fatti. Ci sarà molto più spazio, specie nel giornalismo
sportivo, per gli editoriali ed approfondimenti, ovvero analisi e
commenti che affiancano ed accompagnano la cronaca pura e
semplice, precedentemente selezionata. Chiaro che tale nuovo
modo di fare informazione sia sul web che sulla carta stampata che
comporta una presa di posizione su determinate questioni, porterà il
giornalista a schierarsi in una determinata posizione ed a ricevere
anche critiche. Biasin ritiene che in ogni caso il giornalista debba
sempre dire quello che pensa, non dovendo specie nello sport, mai
scrivere qualcosa solo perché mosso dal tifo personale.
(Esempio portato in classe dell’intervento su Twitter di Biasin in
merito alla cessione di Zaniolo in Turchia: “#Zaniolo, 23 anni, va a
giocare in Turchia. E questo – con tutto il rispetto – dice molto di
cosa è diventato il nostro calcio: ce li portano via tutti, da
qualunque campionato, senza troppa difficoltà. Siamo decisamente
“alla frutta”. In tale circostanza è chiaro che il giornalista prende
una posizione portando una notizia e prendendo posizione su un
determinato fatto manifestando la propria opinione. Ciò porta al
dibattito ed all’interazione con i lettori, ed inevitabilmente ad una
contrapposizione tra chi potrà pensarla allo stesso modo e chi potrà
pensarla diversamente).Analizzata l’evoluzione del mondo dell’informazione possiamo
quindi affermare come il giornale cartaceo abbia perso rispetto ad
un tempo la sua funzione primaria di informare i lettori, funzione
che adesso è transitata sul web, soprattutto su Twitter.
La scelta di utilizzare molto Twitter per tanti giornalisti tra cui
Fabrizio Biasin, deriva proprio dal fatto che tale piattaforma
sintetizzi piuttosto bene le caratteristiche richieste dalla nuova
informazione digitale che abbiamo visto precedentemente: rapidità,
dinamismo ed interazione.
In primis su Twitter transitano tantissime notizie, in modo rapido,
ma al contempo con la possibilità di portare un contenuto
abbastanza completo da un punto di vista quantitativo (ad oggi il
limite è di 280 caratteri, che con l’arrivo della funzione Notes sarà
ulteriormente esteso).
In secondo luogo trattandosi di una piattaforma social con le
funzioni di like, commenti, hastag e condivisione che tutti
conosciamo, è possibile creare immediatamente un dibattito con i
propri lettori – followers e con gli altri utenti della piattaforma,
grazie ad una diffusione pressoché in tempo reale, potenzialmente
illimitata ed a costo zero della notizia o del contenuto proposto.
Ciò che comunque deve essere sempre tenuto come punto cardine
dell’attività di informazione anche dal “giornalista digitale” che
utilizzi i social, è costituito dal rispetto dei doveri deontologici della
professione, per cui il giornalista ha sempre l’obbligo di rispettare il
lettore, anche se divenuto “follower” dovendo fornire
un’informazione corretta e veritiera, accertando le fonti e
comprendendo la notiziabilità o meno di un evento o un fatto.E’ proprio quest’ultimo elemento a spalancare le porte ad un
requisito indispensabile per l’attività di un giornalista: ovvero le
fonti delle notizie.
Ancora di più nell’epoca digitale, in cui con la quantità di
informazioni che circolano, se non si è bravi a filtrare le notizie in
base all’affidabilità o meno della fonte da cui provengono, il
rischio di prendere “il palo” dando una notizia falsa è
estremamente elevato (basti pensare nel mondo dello sport a
quando accadde qualche mese fa quando diverse testate
giornalistiche annunciarono erroneamente la morte del
procuratore Mino Raiola). Le fonti, sono fondamentali, la
necessità di arrivare il prima possibile su una notizia, vera
rilevante ed attendibile permane. Le fonti, in particolare le fonti
primarie di cui vedremo tra un attimo, sono senza tanti giri di
parole, le persone che contano che lavorano nel mondo dello sport
e che possono fornirci informazioni dirette ed in tempo reale su
quanto accade o sta accadendo in un determinato contesto.
Il giornalista sportivo deve essere quindi bravo a costruire prima
ancora che il proprio pubblico un certo numero di fonti che
lavorano nel mondo dello sport, rilevanti sicure ed attendibili,
creando un rapporto di fiducia tra Giornalista e Fonte nel corso
del tempo (Per la rilevanza della fonte esempio fatto a lezione per
cui a brizioFa Biasin che si occupa molto dell’Inter potrà
interessare avere tra le proprie fonti Marotta dirigente Inter,
mentre meno rilevante sarà avere tra le sue fonti un dirigente del
Catanzaro, il cui contatto potrà risultare fondamentale per il
giornalista di una testata che si occupa di Serie C o che scrive di
sport per un quotidiano cittadino locale).Ciò è possibile creando un’agenda di contatti, che con il passare
del tempo verranno selezionati e specializzati nei diversi ambiti che
interessano il giornalista ed a seconda della notizia che deve dare
(dirigenti, procuratori, tecnici, calciatori, osservatori,ecc.). Le fonti
sono da dividersi in Primarie e Secondarie.
E’ una fonte primaria ad esempio il Dirigente della tal società
sportiva di cui si vuole dare la notizia dell’acquisto del tal
calciatore, o il procuratore del calciatore del in questione.
Fonti di cui dato il ruolo ricoperto e la vicinanza alla notizia si è
abbastanza certi della veridicità ed affidabilità dell’informazione
fornita. Le fonti primarie devono essere il primo riferimento di un
giornalista, il primo contatto con cui si cerca un’interazione per
avere un riscontro su un determinato fatto. Pur potendo contare
sull’affidabilità della fonte, non va mai preso per oro colato tutto
ciò che viene detto, un controllo rapido ed incrociato con altre fonti
va sempre fatto.
Le fonti secondarie, sono al contrario fonti che hanno un
collegamento meno diretto con la società sportiva di cui si vuole
parlare o del fatto di cui si è alla ricerca di informazioni e notizie.
Vanno utilizzate solo per avere dei riscontri parziali e quando le
fonti primarie non hanno portato informazioni rilevanti o si sono
rivelate irraggiungibili o ermetiche sulla questione. In questi casi
prima di dare la notizia, il giornalista dovrà procedere a numerosi
controlli incrociati ed approfonditi con le informazioni fornite da
altre fonti secondarie unitamente ad eventuali ulteriori riscontri con
altri colleghi ed operatori del mondo dello sport. Anche nei rapporti
con le proprie fonti il giornalista deve comportarsi secondo etica
professionale e rispetto: solo in tal modo si potrà instaurare undi fiducia nel tempo. Il giornalista non deve mai tradire la fiducia di
una propria fonte, dando una notizia distorta o non rispettando
quanto richiesto dalla fonte (esempio fatto più volte a lezione,
anche nelle altre lezioni di giornalismo e comunicazione, quanto
accadde quando Guardiola firmò con il Manchester City, quando
alcuni giornalisti vennero a conoscenza della notizia, ma
rispettarono la richiesta della fonte di aspettare a dare la notizia,
nonostante fosse potenzialmente uno scoop). Altrimenti in caso
contrario sarà impossibile poter fare nuovamente affidamento sulla
medesima fonte in occasioni future. In generale da un’analisi
operata in modo interattivo durante la lezione è emerso come con le
diverse figure professionali operanti nel mondo dello sport e del
calcio, gli elementi che debbano caratterizzare il rapporto tra
stampa e fonti e tra stampa e operatori del settore calcistico siano:
1) Fiducia reciproca e disponibilità al dialogo;
2) Competenza tecnica-sportiva in una discussione a carattere
calcistico;
3) Credibilità;
4) Riservatezza ed integrità sia della fonte nei confronti della
società o del soggetto nel mondo dello sport per cui lavora, sia
del giornalista nei confronti della propria fonte, quando questa
chieda discrezione in merito a determinate questioni.