IL DIGITAL MARKETING .A CURA DI FABRIZIO BIASIN

Il ruolo del giornalista è oggi profondamente cambiato rispetto ai

primi anni della sua carriera. La rivoluzione digitale e l’avvento di

Internet hanno letteralmente stravolto il mondo dell’informazione

ed il lavoro del giornalista. Il Web ha cambiato il modo ed i tempi

di fare informazione e comunicazione: oggi il giornalista non può

più prescindere dall’utilizzo di internet e dalla sua presenza sui

social media: grazie a tali strumenti chiunque può sapere le notizie

in tempo reale, elemento per cui anche e soprattutto il giornalista

deve essere presente sul web per intercettare le notizie, filtrare le

fonti certificando e diffondendo solo le notizie attendibili.L’impegno e di conseguenza l’ambizione del giornalista non deve

più essere quella di dare tutte le notizie possibili come una volta, ma

di scegliere solo quelle attendibili, utili e rilevanti per il proprio

pubblico nell’oceano di news pressoché infinito presente in rete.

Vediamo come si è evoluta il mondo del giornalismo, quale il ruolo

oggi dei diversi mezzi di informazione e come e dove deve collocarsi

il giornalista.

Il giornale cartaceo inteso alla vecchia maniera come pura fonte di

informazione primaria di fatti, risulta molto ridimensionato, posto

che la notizia pubblicata è nota e conosciuta da tutti. Basti pensare a

ciò che accadeva anche solo per quanto concerne il giornalismo

sportivo prima dell’avvento delle televisioni, di internet e dei social

media: un tempo erano attesissimi gli articoli delle grandi firme della

cronaca sportiva, ad esempio Gianni Brera, che con i suoi pezzi di

cronaca del Giro D’Italia sulla Gazzetta dello Sport, di 5-6000

battute, raccontava e descriveva minuziosamente quanto era

accaduto nella tappa della Corsa Rosa del giorno precedente. Veri e

propri racconti che avevano l’obiettivo di “trasportare” il lettore sulle

strade del Giro, riuscendoci, essendo delle vere e proprie “opere

d’arte” di cronaca sportiva. Ad oggi nessuno leggerebbe mai un

articolo di tali proporzioni, perché la cronaca e la descrizione pura e

semplice di un fatto, di un evento sportivo, non interessa più, perché

grazie alle televisioni, al web ed ai social, tutti possono non solo

informarsi, ma vedere partite, gare, ecc in tempo reale.

Lo stesso Biasin ha vissuto in prima persona la trasformazione del

ruolo del giornalista, potendo portarci una testimonianza diretta e

personale di quanto accaduto.All’inizio della carriera occupandosi prevalentemente di cronaca,

era costantemente a caccia di notizie frequentando il comune di

Milano armato di taccuino ed alla caccia di news da portare e

proporre alla redazione del giornale.

Reperite le notizie sul campo, si tenevano poi delle riunione in

redazione in cui veniva operata una selezione delle stesse, per poi

stabilirne i contenuti. Era poi la volta della scelta dei titoli e delle

immagini. Il team dei grafici stabiliva i criteri di impaginazione e

catenacci. Solo a quel punto si iniziava a scrivere gli articoli.

L’attività principe del giornalista quindi non era la scrittura, ma tutto

ciò che si trovava a monte, in primis la “caccia” stessa alla notizia e

la strutturazione degli articoli.

Epoca quindi in cui anche nelle stesse redazioni i ruoli e la

specializzazione dei vari reporter in vari ambiti erano ben distinti e

definiti, circostanza molto più sbiadita al giorno d’oggi. Il

giornalista inteso in senso stretto, era solo colui che si occupava di

trovare le notizie e scrivere per la carta stampata, potendo poi essere

una firma specializzata in cronaca nera, sport, attualità economia o

spettacolo. Non si occupava di radio, tv e internet, per cui vi erano

professionisti specializzati.

La rivoluzione di tale sistema di fare giornalismo e la cosiddetta

“crisi” della carta stampata è iniziata a partire dagli anni 2010.

L’avvento e la diffusione dei social risultarono decisivi per la

trasformazione del mondo dell’informazione. Il giornalista è da

intendersi ora in senso molto più ampio, non è solo colui che scrive

per la carta stampata, o che lavora in televisione e alla radio.L’obiettivo non diventa più infatti quello di scrivere lunghissime

“opere d’arte di cronaca”, o dare tutte le notizie, anzi. I contenuti

devono essere selezionati in base al proprio pubblico, dovendo

essere al tempo stesso sintetici ed in grado di portare notizie

interessanti al lettore in modo tale da creare interazione e dibattito

in modo istantaneo. Solo in questo modo e sapendo fare Tv, radio,

carta stampata, Web e Social il Giornalista può crearsi il proprio

pubblico. Un esempio di una notizia importante ed interessante per

un giornalista sportivo è il caso del Coming Out di Jankto, posto

che si tratta praticamente del primo caso di un calciatore in attività

che dichiari la propria omosessualità.

Tanto premesso non significa che sui giornali siano scomparsi i

pezzi di cronaca, nera o sportiva che sia, ma che non troveremo più

articoli esageratamente lunghi e con una descrizione pedissequa di

tutti i fatti. Ci sarà molto più spazio, specie nel giornalismo

sportivo, per gli editoriali ed approfondimenti, ovvero analisi e

commenti che affiancano ed accompagnano la cronaca pura e

semplice, precedentemente selezionata. Chiaro che tale nuovo

modo di fare informazione sia sul web che sulla carta stampata che

comporta una presa di posizione su determinate questioni, porterà il

giornalista a schierarsi in una determinata posizione ed a ricevere

anche critiche. Biasin ritiene che in ogni caso il giornalista debba

sempre dire quello che pensa, non dovendo specie nello sport, mai

scrivere qualcosa solo perché mosso dal tifo personale.

(Esempio portato in classe dell’intervento su Twitter di Biasin in

merito alla cessione di Zaniolo in Turchia: “#Zaniolo, 23 anni, va a

giocare in Turchia. E questo – con tutto il rispetto – dice molto di

cosa è diventato il nostro calcio: ce li portano via tutti, da

qualunque campionato, senza troppa difficoltà. Siamo decisamente

“alla frutta”. In tale circostanza è chiaro che il giornalista prende

una posizione portando una notizia e prendendo posizione su un

determinato fatto manifestando la propria opinione. Ciò porta al

dibattito ed all’interazione con i lettori, ed inevitabilmente ad una

contrapposizione tra chi potrà pensarla allo stesso modo e chi potrà

pensarla diversamente).Analizzata l’evoluzione del mondo dell’informazione possiamo

quindi affermare come il giornale cartaceo abbia perso rispetto ad

un tempo la sua funzione primaria di informare i lettori, funzione

che adesso è transitata sul web, soprattutto su Twitter.

La scelta di utilizzare molto Twitter per tanti giornalisti tra cui

Fabrizio Biasin, deriva proprio dal fatto che tale piattaforma

sintetizzi piuttosto bene le caratteristiche richieste dalla nuova

informazione digitale che abbiamo visto precedentemente: rapidità,

dinamismo ed interazione.

In primis su Twitter transitano tantissime notizie, in modo rapido,

ma al contempo con la possibilità di portare un contenuto

abbastanza completo da un punto di vista quantitativo (ad oggi il

limite è di 280 caratteri, che con l’arrivo della funzione Notes sarà

ulteriormente esteso).

In secondo luogo trattandosi di una piattaforma social con le

funzioni di like, commenti, hastag e condivisione che tutti

conosciamo, è possibile creare immediatamente un dibattito con i

propri lettori – followers e con gli altri utenti della piattaforma,

grazie ad una diffusione pressoché in tempo reale, potenzialmente

illimitata ed a costo zero della notizia o del contenuto proposto.

Ciò che comunque deve essere sempre tenuto come punto cardine

dell’attività di informazione anche dal “giornalista digitale” che

utilizzi i social, è costituito dal rispetto dei doveri deontologici della

professione, per cui il giornalista ha sempre l’obbligo di rispettare il

lettore, anche se divenuto “follower” dovendo fornire

un’informazione corretta e veritiera, accertando le fonti e

comprendendo la notiziabilità o meno di un evento o un fatto.E’ proprio quest’ultimo elemento a spalancare le porte ad un

requisito indispensabile per l’attività di un giornalista: ovvero le

fonti delle notizie.

Ancora di più nell’epoca digitale, in cui con la quantità di

informazioni che circolano, se non si è bravi a filtrare le notizie in

base all’affidabilità o meno della fonte da cui provengono, il

rischio di prendere “il palo” dando una notizia falsa è

estremamente elevato (basti pensare nel mondo dello sport a

quando accadde qualche mese fa quando diverse testate

giornalistiche annunciarono erroneamente la morte del

procuratore Mino Raiola). Le fonti, sono fondamentali, la

necessità di arrivare il prima possibile su una notizia, vera

rilevante ed attendibile permane. Le fonti, in particolare le fonti

primarie di cui vedremo tra un attimo, sono senza tanti giri di

parole, le persone che contano che lavorano nel mondo dello sport

e che possono fornirci informazioni dirette ed in tempo reale su

quanto accade o sta accadendo in un determinato contesto.

Il giornalista sportivo deve essere quindi bravo a costruire prima

ancora che il proprio pubblico un certo numero di fonti che

lavorano nel mondo dello sport, rilevanti sicure ed attendibili,

creando un rapporto di fiducia tra Giornalista e Fonte nel corso

del tempo (Per la rilevanza della fonte esempio fatto a lezione per

cui a brizioFa Biasin che si occupa molto dell’Inter potrà

interessare avere tra le proprie fonti Marotta dirigente Inter,

mentre meno rilevante sarà avere tra le sue fonti un dirigente del

Catanzaro, il cui contatto potrà risultare fondamentale per il

giornalista di una testata che si occupa di Serie C o che scrive di

sport per un quotidiano cittadino locale).Ciò è possibile creando un’agenda di contatti, che con il passare

del tempo verranno selezionati e specializzati nei diversi ambiti che

interessano il giornalista ed a seconda della notizia che deve dare

(dirigenti, procuratori, tecnici, calciatori, osservatori,ecc.). Le fonti

sono da dividersi in Primarie e Secondarie.

E’ una fonte primaria ad esempio il Dirigente della tal società

sportiva di cui si vuole dare la notizia dell’acquisto del tal

calciatore, o il procuratore del calciatore del in questione.

Fonti di cui dato il ruolo ricoperto e la vicinanza alla notizia si è

abbastanza certi della veridicità ed affidabilità dell’informazione

fornita. Le fonti primarie devono essere il primo riferimento di un

giornalista, il primo contatto con cui si cerca un’interazione per

avere un riscontro su un determinato fatto. Pur potendo contare

sull’affidabilità della fonte, non va mai preso per oro colato tutto

ciò che viene detto, un controllo rapido ed incrociato con altre fonti

va sempre fatto.

Le fonti secondarie, sono al contrario fonti che hanno un

collegamento meno diretto con la società sportiva di cui si vuole

parlare o del fatto di cui si è alla ricerca di informazioni e notizie.

Vanno utilizzate solo per avere dei riscontri parziali e quando le

fonti primarie non hanno portato informazioni rilevanti o si sono

rivelate irraggiungibili o ermetiche sulla questione. In questi casi

prima di dare la notizia, il giornalista dovrà procedere a numerosi

controlli incrociati ed approfonditi con le informazioni fornite da

altre fonti secondarie unitamente ad eventuali ulteriori riscontri con

altri colleghi ed operatori del mondo dello sport. Anche nei rapporti

con le proprie fonti il giornalista deve comportarsi secondo etica

professionale e rispetto: solo in tal modo si potrà instaurare undi fiducia nel tempo. Il giornalista non deve mai tradire la fiducia di

una propria fonte, dando una notizia distorta o non rispettando

quanto richiesto dalla fonte (esempio fatto più volte a lezione,

anche nelle altre lezioni di giornalismo e comunicazione, quanto

accadde quando Guardiola firmò con il Manchester City, quando

alcuni giornalisti vennero a conoscenza della notizia, ma

rispettarono la richiesta della fonte di aspettare a dare la notizia,

nonostante fosse potenzialmente uno scoop). Altrimenti in caso

contrario sarà impossibile poter fare nuovamente affidamento sulla

medesima fonte in occasioni future. In generale da un’analisi

operata in modo interattivo durante la lezione è emerso come con le

diverse figure professionali operanti nel mondo dello sport e del

calcio, gli elementi che debbano caratterizzare il rapporto tra

stampa e fonti e tra stampa e operatori del settore calcistico siano:

1) Fiducia reciproca e disponibilità al dialogo;

2) Competenza tecnica-sportiva in una discussione a carattere

calcistico;

3) Credibilità;

4) Riservatezza ed integrità sia della fonte nei confronti della

società o del soggetto nel mondo dello sport per cui lavora, sia

del giornalista nei confronti della propria fonte, quando questa

chieda discrezione in merito a determinate questioni.

FABRIZIO BIASIN